Nuova escalation tra Iran, Stati Uniti e Israele dopo l’incontro alla Casa Bianca tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu: Teheran lancia missili contro una base Usa in Giordania e colpisce tre petroliere nello Stretto di Hormuz. Il petrolio vola, mentre cresce il rischio di un nuovo conflitto nella regione.
Netanyahu-Trump, l’intesa sull’Iran e la nuova escalation
Il faccia a faccia alla Casa Bianca tra Benjamin Netanyahu e Donald Trump si è concluso con quello che il premier israeliano ha definito un “incontro eccellente”, al centro del quale c’è stata soprattutto la questione iraniana. Netanyahu ha ribadito che Washington e Gerusalemme condividono lo stesso obiettivo: impedire a Teheran di dotarsi di armi nucleari.
Dopo il colloquio, il primo ministro israeliano ha parlato di una collaborazione particolarmente solida con il presidente americano, descrivendo l’alleanza tra i due come un “muro di granito”. «Il Presidente è molto chiaro. Abbiamo un impegno comune: non vogliamo che il fanatico regime di Teheran possieda armi nucleari», ha dichiarato Netanyahu, aggiungendo che l’obiettivo potrà essere perseguito «sia per via diplomatica che con altri mezzi».
Lo stesso Netanyahu ha raccontato a Fox News di aver appena concluso “un eccellente incontro con il presidente Trump”, sottolineando che non si sarebbe trattato di un giudizio «in senso superficiale». Una fonte della delegazione israeliana ha definito il colloquio “estremamente positivo”, evidenziando il rinnovato «impegno incrollabile» dei due leader contro la possibilità che l’Iran sviluppi l’arma atomica. Anche la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha parlato di incontri “positivi e produttivi”, riferendosi sia al confronto tra Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sia a quello successivo con Netanyahu.
Prima del vertice, tuttavia, Trump era apparso irritato dalle dichiarazioni del premier israeliano sulla presunta prosecuzione del programma nucleare iraniano: «Non ho bisogno che Bibi mi dica queste cose», aveva affermato il presidente americano, sostenendo che Netanyahu volesse mantenere gli Stati Uniti coinvolti nella vicenda. Trump ha quindi citato anche la “montagna di Pickaxe”, sostenendo: «Abbiamo distrutto i loro siti nucleari e dovremo distruggere la montagna di Pickaxe se non faranno un accordo».
Iran attacca una base Usa in Giordania: tensione alta dopo il vertice Trump-Netanyahu
Poche ore dopo il vertice tra Trump e Netanyahu, la tensione è tornata a salire con un attacco iraniano contro le forze statunitensi nella regione. Secondo quanto riferito dal giornalista di Axios Barak Ravid, Teheran ha lanciato missili balistici contro una base americana in Giordania. Il Centcom ha confermato il lancio, precisando che diversi missili sono stati sparati dall’Iran nel tentativo di realizzare un “attacco a sorpresa” contro le truppe statunitensi presenti in Medio Oriente. Il comando americano ha fatto sapere che tutti i vettori sono stati intercettati e che le forze Usa mantengono «alta la vigilanza e un elevato stato di prontezza operativa».
Anche l’esercito giordano ha comunicato di aver neutralizzato cinque missili diretti verso il territorio del regno. L’episodio rappresenta il primo attacco iraniano con missili balistici contro una base americana nella regione dalla pausa dei raid Usa contro Teheran e rischia di mettere ulteriormente a dura prova la fragile tregua.
Parallelamente, il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche ha annunciato di aver fermato tre petroliere che stavano tentando di attraversare lo Stretto di Hormuz. Secondo la versione riportata dall’agenzia Tasnim, le imbarcazioni avrebbero ignorato gli avvertimenti e seguito una rotta considerata pericolosa e illegale, venendo quindi «colpite e costrette a fermarsi».
La nuova tensione sullo strategico passaggio marittimo ha avuto ripercussioni immediate sui mercati: il prezzo del petrolio ha registrato un rialzo superiore al 3%, mentre cresce il timore che l’escalation militare possa compromettere ulteriormente la sicurezza dei traffici energetici. Sul fronte iracheno, inoltre, almeno dieci membri di un’ex alleanza paramilitare sono rimasti uccisi negli attacchi condotti da Stati Uniti e Arabia Saudita contro le loro basi nel Paese, secondo quanto riferito all’Afp da due fonti dell’alleanza.
