Donald Trump torna a far discutere con nuove dichiarazioni su Iran e futuro politico. Durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, il presidente Usa ha ribadito il suo no al nucleare iraniano e provocato sulla possibilità di una quarta candidatura alla presidenza.
Trump contro i media: il premio al Wall Street Journal e gli attacchi ai giornalisti
A rendere ancora più tesa la serata è stato il momento in cui Wolf Blitzer della Cnn ha annunciato un premio a un gruppo di giornalisti del Wall Street Journal per il lavoro d’inchiesta sui rapporti tra Trump e il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein, che aveva contribuito alla diffusione dei cosiddetti “file Epstein”. Il presidente ha reagito in maniera teatrale, alzando le mani e provocando le risate della sala, prima di alzarsi per stringere la mano ai reporter.
Blitzer ha ricordato anche lo scontro legale tra il presidente e il quotidiano, spiegando che, nonostante la minaccia di una causa, il Journal aveva pubblicato un articolo relativo a una lettera indirizzata a Epstein e attribuita a Trump, circostanza che aveva portato il presidente a intentare una causa da 20 miliardi di dollari contro la testata e a escluderla per un periodo dall’Air Force One.
“Non è stata una serata facile, con tutti questi premi”, ha commentato Trump, accusando poi i giornalisti di avere un atteggiamento ossessivo nei suoi confronti: “Il 93 per cento delle notizie su di me sono negative”. Nel mirino sono finiti anche alcuni suoi avversari nel mondo della musica, dei media e della politica, tra cui Bruce Springsteen, Cnn, New York Times, Joe Biden, Gavin Newsom ed Elizabeth Warren.
Trump avverte l’Iran: “Non avrà mai il nucleare”
Il presidente ha poi rivolto nuove accuse alla stampa anche sulla guerra con l’Iran, sostenendo che i giornalisti abbiano diffuso “solo notizie false” e affermando: “La loro marina non esiste più, l’aviazione non esiste più, non hanno più radar”. Trump ha quindi ribadito la sua posizione sul programma nucleare di Teheran: “L’Iran non avrà mai il nucleare”, precisando inoltre di non aver ancora deciso se procedere con un attacco massiccio. Infine, ha raccontato di ricevere una telefonata “ogni 3,7 minuti”, spesso da giornalisti di tutto il Paese: diversi corrispondenti hanno confermato che il presidente risponde anche a numeri sconosciuti e può parlare direttamente con il reporter dall’altra parte della linea.
Trump e il cappellino “2028”: la provocazione sulla quarta candidatura
Donald Trump torna a giocare con l’ipotesi di un nuovo mandato alla Casa Bianca, questa volta durante la seconda cena dei corrispondenti della Casa Bianca, organizzata nella notte italiana del 25 luglio al Waldorf Astoria. Il presidente americano si è presentato con un cappellino rosso con la scritta “Trump 2028”, rilanciando così la provocazione su una nuova corsa presidenziale, nonostante la Costituzione americana non consenta a un presidente di essere eletto per un terzo mandato. Dal palco, Trump ha annunciato ironicamente: “Sono lieto di annunciarvi la mia intenzione, per certi versi è uno scoop, di correre per la quarta volta da presidente”. Subito dopo ha aggiunto: “La seconda volta è stata migliore della prima, e la terza sarà migliore ancora”, per poi correggere il tiro con un “Sto scherzando”. Poco dopo è partita “Y.M.C.A.” dei Village People, la stessa canzone utilizzata abitualmente alla conclusione dei suoi comizi.
Nel corso della serata Trump ha inoltre ricordato la precedente cena dei corrispondenti, interrotta dall’attentato del 25 aprile, sottolineando il significato del ritorno all’evento: “Stasera siamo di nuovo qui tutti insieme rispondendo all’attacco con determinazione”. Il presidente ha ribadito che gli Stati Uniti non intendono cedere alla violenza politica: “In questo Paese crediamo nella libertà di parola e questa libertà si deve esprimere appunto con le parole, non con i proiettili”. Ha poi reso omaggio all’agente del Secret Service Victor Gonzales, intervenuto durante l’attacco e rimasto colpito al giubbotto antiproiettile: “Ha fermato l’attacco senza esitazioni e per questo si è beccato un proiettile”. Trump ha raccontato che l’agente, presente anche alla serata, non voleva nemmeno andare in ospedale e ha concluso il ricordo ringraziandolo “dal profondo del cuore”, parole seguite da un lungo applauso.
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