La tensione tra Stati Uniti e Iran continua a crescere: mentre proseguono gli attacchi americani contro obiettivi militari iraniani, Donald Trump valuta una nuova offensiva e il Congresso si divide sulla gestione della guerra.
Trump avverte gli Houthi e il Congresso Usa si divide sui poteri di guerra
Lo scontro tra Washington e Teheran coinvolge anche il fronte regionale.
In un messaggio pubblicato su Truth, Trump ha lanciato un avvertimento agli Houthi dopo nuovi attacchi contro alcune imbarcazioni. “Un anno fa gli Stati Uniti d’America hanno attaccato con grande forza gli Houthi per la loro interferenza con il commercio, sparando contro delle navi. Da allora e durante il nostro conflitto con l’Iran, si sono comportati in modo molto responsabile”, ha scritto il presidente.
Trump ha poi accusato il gruppo yemenita di essere legato all’Iran: “Se dovessero ripetere questo gesto, gli Stati Uniti riterranno l’Iran responsabile, in quanto gli Houthi sono un surrogato e/o un proxy dell’Iran, e pesanti sanzioni militari saranno inflitte all’Iran”. Nel messaggio il presidente ha aggiunto di essere deluso dagli Houthi, “perché finora si sono comportati in modo molto professionale e intelligente”.
Sul piano politico interno, la Camera americana ha approvato una nuova risoluzione sui poteri di guerra che critica la prosecuzione delle operazioni militari contro l’Iran. Il provvedimento è passato con 214 voti favorevoli e 208 contrari, rappresentando un duro colpo per Trump: quattro deputati repubblicani hanno infatti votato insieme ai democratici. Il Senato, invece, ha fermato l’avanzamento di una misura simile con 47 voti favorevoli e 49 contrari. Tra i repubblicani, Susan Collins ha votato con i democratici, mentre John Fetterman ha sostenuto la posizione favorevole al conflitto insieme alla maggioranza repubblicana. Rand Paul e Lisa Murkowski, che in precedenza avevano appoggiato la risoluzione, questa volta non hanno partecipato al voto. Bill Cassidy, inizialmente critico sulla gestione del conflitto per la mancanza di trasparenza, ha spiegato di aver cambiato posizione dopo aver ricevuto nuove informazioni dall’amministrazione Trump.
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Il Comando Centrale americano ha fatto sapere che le operazioni hanno colpito “obiettivi militari”, mentre secondo alcune fonti Teheran sarebbe stata raggiunta in tre diverse aree. Stando a quanto riportato da Axios, gli Stati Uniti sarebbero tornati a impiegare anche il super-bombardiere B-1 nelle operazioni. La tensione resta altissima anche sul fronte marittimo. Tre petroliere che stavano tentando di attraversare la zona sud dello Stretto di Hormuz, un’area resa pericolosa dalla presenza di mine, sarebbero state fermate dai pasdaran iraniani. Da Teheran arriva inoltre una nuova minaccia sul traffico energetico: “Non una goccia petrolio da Hormuz se Usa colpiscono infrastrutture”.
Nel frattempo Donald Trump ha lasciato intendere che una nuova escalation militare potrebbe essere vicina. Intervistato da Axios, il presidente americano ha dichiarato: “Sto valutando un attacco massiccio sull’Iran. Più grande di qualsiasi altro. Sono vicino a prendere una decisione. Siamo pronti”. Trump ha precisato di essere consapevole delle possibili conseguenze e di non aver ancora preso una decisione definitiva.
Il presidente Usa ha inoltre affermato che Israele sarebbe pronto a partecipare a un’eventuale nuova operazione: “Se glielo chiedessi, Israele si unirebbe in due minuti”. Tuttavia, ha aggiunto: “Non abbiamo bisogno di nessuno” per intervenire. Secondo Trump, l’Iran sarebbe interessato a trattare, ma non avrebbe ancora raggiunto le condizioni per un accordo: “Non hanno ancora sofferto abbastanza”.
