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Trump minaccia l’Iran dopo la morte dei soldati Usa. Teheran replica: “Occhio per occhio”

Trump minaccia l’Iran dopo la morte dei soldati Usa. Teheran replica: “Occhio per occhio”

Dopo le dichiarazioni di Trump sulla possibile risposta militare, l’Iran rilancia con dure parole di avvertimento e prepara la controffensiva.

La tensione tra Stati Uniti e Iran torna ai massimi livelli: mentre Donald Trump annuncia nuove pressioni militari contro Teheran, l’Iran minaccia ritorsioni e lo scontro si allarga al Mar Rosso con gli attacchi degli Houthi contro petroliere saudite.

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La tensione tra Stati Uniti e Iran continua a crescere con nuovi attacchi e pesanti dichiarazioni da entrambe le parti. Donald Trump, durante un comizio in Georgia, ha ribadito la linea dura della Casa Bianca nei confronti di Teheran: Stiamo colpendo l’Iran duramente, vogliono fare un accordo ma non sono ancora pronti. Secondo il presidente americano, gli Stati Uniti starebbero prevalendo nello scontro e l’obiettivo principale resta impedire che l’Iran possa dotarsi di un’arma nucleare.

Non abbiamo bisogno dello Stretto di Hormuz, siamo lì perché dobbiamo farlo. Non possiamo lasciare che l’Iran abbia un’arma nucleare, ha dichiarato Trump davanti ai suoi sostenitori.

Il presidente Usa ha inoltre ricordato il momento in cui, alla base militare di Dover, ha accolto le salme di quattro soldati americani uccisi nei recenti attacchi in Iraq e Giordania, raccontando di aver offerto ai familiari di una delle vittime un viaggio sull’Air Force One.

Mi hanno detto che andavano in Georgia e io ho detto: ‘Vi darò un passaggio sull’Air Force One’ e loro hanno detto: ‘Wow, è fantastico, grazie, ha riferito Trump durante il suo intervento. Poco prima aveva rilanciato su Truth Social un messaggio nel quale si prometteva di apriremo le porte dell’inferno all’Iran, dopo la morte dei militari statunitensi.

Secondo alcune fonti dei media americani, Washington starebbe valutando un’ulteriore escalation militare con l’impiego di bombardieri pesanti contro obiettivi iraniani. Gli Stati Uniti avrebbero già informato Israele dell’intenzione di intensificare gli attacchi aerei nei prossimi giorni, utilizzando per la prima volta dall’inizio del conflitto velivoli strategici di questo tipo. Il presidente americano si troverebbe davanti a una scelta: accettare una proposta di cessate il fuoco mediata dal Qatar per riaprire lo Stretto di Hormuz oppure procedere con una campagna militare più ampia insieme a Israele.

Trump contro l’Iran dopo la morte dei militari Usa, Teheran avverte: “Occhio per occhio”

La risposta iraniana non si è fatta attendere. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha affidato a X un messaggio di forte avvertimento: La dottrina di difesa iraniana è chiara: occhio per occhio. Secondo il capo della diplomazia di Teheran, qualsiasi attacco contro il Paese, comprese le infrastrutture strategiche, provocherà una risposta forte e decisa. Anche il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha minacciato conseguenze per l’intera regione, affermando che, in caso di prosecuzione del conflitto, nessuna infrastruttura sarebbe al sicuro. Se la nostra sicurezza non è garantita, nessuna infrastruttura sarà al sicuro, ha dichiarato.

Al centro dello scontro resta lo Stretto di Hormuz, una delle principali rotte energetiche mondiali. Teheran ha avvertito che potrebbe bloccare completamente il passaggio del petrolio nel caso in cui gli Stati Uniti colpissero infrastrutture iraniane. Ghalibaf ha inoltre sostenuto che lo Stretto non tornerà alle condizioni prebelliche, ricordando il suo ruolo strategico nei negoziati con Washington: prima dell’inizio della guerra, attraverso questa via d’acqua transitava circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto globale.

Nel frattempo, la crisi si è allargata anche al Mar Rosso. I ribelli Houthi dello Yemen hanno rivendicato un attacco contro due petroliere saudite, la Encela e la Laylia, sostenendo che le imbarcazioni avrebbero violato il blocco navale imposto dal gruppo. Gli insorti hanno dichiarato di aver utilizzato droni e missili come risposta al mancato rispetto delle restrizioni marittime. La United Kingdom Maritime Trade Operations ha inoltre segnalato un incidente che ha coinvolto una petroliera a circa 130 chilometri dalla costa saudita di Al-Shuqaiq: l’imbarcazione sarebbe stata colpita da un oggetto non identificato e a bordo sarebbe divampato un incendio, senza vittime. Gli Houthi hanno anche minacciato nuove rappresaglie contro l’Arabia Saudita in caso di eventuali attacchi da parte di Riad. Parallelamente, l’Iran ha denunciato un nuovo episodio nel Golfo: secondo l’agenzia Fars, due imbarcazioni di ricerca e soccorso, la Naji 15 e la Naji 16, sarebbero state colpite e gravemente danneggiate da un’azione attribuita al nemico americano-sionista.

Proseguono inoltre gli attacchi incrociati tra Washington e Teheran: l’Iran avrebbe colpito nuovamente la Giordania, prendendo di mira la base militare di Muwaffaq al-Salti, mentre resta alta l’attenzione internazionale sul rischio di un conflitto più ampio nell’area.

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