Una delegazione giamaicana ha fatto il suo ingresso a Londra con un obiettivo storico: presentare a Re Carlo III una petizione che chiede chiarimenti legali sulle riparazioni per la schiavitù. Questo passo rappresenta un momento cruciale nel lungo cammino verso la giustizia riparativa per i crimini del passato.
La petizione, guidata dal ministro della Cultura, Gender, Entertainment and Sport Olivia Grange, mira a ottenere risposte concrete su un capitolo oscuro della storia britannica.
La delegazione incontrerà anche i rappresentanti del British Museum per discutere la restituzione di preziosi manufatti culturali.
Le domande chiave della petizione
La petizione, indirizzata a Re Carlo III in qualità di capo di stato della Giamaica, pone tre domande fondamentali al Judicial Committee of the Privy Council, il più alto tribunale di appello per la Giamaica.
Le domande riguardano la legalità della schiavitù sotto la legge inglese, la violazione del diritto internazionale e l’obbligo legale del Regno Unito di fornire un risarcimento per i danni causati.
“Vogliamo le risposte“, ha dichiarato Grange. “Una volta ottenute, potremo determinare i passi successivi“. La petizione non è una richiesta diretta di pagamento, ma un tentativo di ottenere chiarimenti legali che potrebbero aprire la strada a future azioni.
Il contesto storico e le conseguenze attuali
Tra il XVII e l’inizio del XIX secolo, mercanti britannici deportarono tra i 600.000 e 1 milione di africani in Giamaica. Dopo l’abolizione della schiavitù nel 1833, il Regno Unito compensò i proprietari di schiavi con 27 milioni di dollari, una somma equivalente al 40% del reddito annuale del Tesoro. Questi debiti furono saldati solo nel 2015.
Il governo giamaicano stima che il paese sia dovuto a circa 10 miliardi di dollari, ma il Regno Unito ha ripetutamente rifiutato di pagare per la schiavitù storica. La petizione cerca di affrontare le conseguenze durature della schiavitù, che continuano a influenzare negativamente lo sviluppo economico e sociale della Giamaica.
Le parole di Ralph Gonsalves
Ralph Gonsalves, ex primo ministro di Saint Vincent e Grenadine e consigliere della Repair Campaign, ha sottolineato l’importanza di affrontare le eredità del passato. “Il presente è molto legato al passato, perché stiamo affrontando le eredità dello sviluppo incompleto che risalgono al genocidio delle popolazioni indigene e alla schiavitù dei corpi africani“, ha dichiarato.
Gonsalves ha anche ricordato che “le nazioni europee si sono arricchite grazie alla schiavitù dei corpi africani“. Questo riconoscimento è fondamentale per comprendere la portata delle riparazioni richieste.
Le prossime tappe e il contesto internazionale
La visita della delegazione giamaicana è solo una delle tante iniziative in corso. A fine settembre, si terrà una conferenza sulle riparazioni nei Caraibi a Barbados, seguita da un incontro al vertice del Commonwealth ad Antigua a novembre, a cui parteciperà anche Re Carlo III.
A livello internazionale, 123 nazioni hanno votato a marzo per una risoluzione storica delle Nazioni Unite che descrive la schiavitù come il crimine più grave contro l’umanità. La comunità internazionale sta sempre più riconoscendo la necessità di affrontare le conseguenze durature della schiavitù e di impegnarsi in un processo di giustizia riparativa.
La petizione giamaicana rappresenta un passo significativo verso il riconoscimento delle ingiustizie del passato e la ricerca di soluzioni per il futuro. Mentre il mondo guarda, la delegazione giamaicana spera di ottenere risposte che possano aprire la strada a una maggiore comprensione e riparazione.
