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La scomparsa di Sergio Secondiano Sacchi e l'eredità nel Club Tenco

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Sergio Secondiano Sacchi, architetto e «agitator culturale», ha guidato il rilancio del Club Tenco promuovendo progetti tematici e collaborazioni internazionali

La scomparsa di Sergio Secondiano Sacchi ha lasciato un vuoto nella comunità che ruota attorno alla canzone d’autore. Architetto di professione e definito da molti un vero agitator culturale, Sacchi è stato ricordato come una personalità fertile di idee, capace di unire rigore progettuale e slancio creativo. La sua carriera ha intrecciato attività editoriali, produzioni discografiche e una lunga militanza nel Club Tenco, dove ha lasciato un segno profondo.

Un percorso professionale e culturale

Nato a Milano nel 1948 e laureato in architettura, Sacchi ha portato nel mondo della musica e della cultura una sensibilità tipica del progettista: ordine, immaginazione e gusto per il dettaglio. Entrato nel Direttivo del Club Tenco nel 1973, ha operato per decenni con l’intento di costruire una rete che includesse non solo cantautori e discografici, ma anche intellettuali, fumettisti e pittori. Questa visione ha trasformato il Club in uno spazio di scambio interdisciplinare, dove la canzone veniva letta come strumento di analisi sociale e culturale.

Attività discografiche e editoriali

Il suo lavoro comprende la cura di dischi monografici e traduzioni di autori internazionali: da Vladimir Vysotskij a Pablo Milanés, da Joaquín Sabina a Georges Brassens. Ha prodotto edizioni italiane di artisti catalani come Luís Llach e Pi de la Serra, dimostrando una particolare attenzione alle esperienze europee e latinoamericane. In ambito editoriale, Sacchi ha ideato e realizzato progetti libro+cd e curato raccolte che hanno documentato e valorizzato la memoria della canzone d’autore.

Il ruolo nel Club Tenco e il rilancio dell’associazione

Nel 2017 Sacchi è diventato direttore artistico del Club Tenco, incarico in cui è stato considerato il principale artefice di un rinnovamento organizzativo e culturale. Sotto la sua guida, il Club ha adottato un metodo progettuale per impostare le attività, dedicando ogni edizione della rassegna annuale a un tema specifico. Questa scelta ha trasformato la manifestazione in un vero e proprio laboratorio di approfondimento, dove la canzone veniva utilizzata come lente per leggere questioni sociali, storiche e estetiche.

Progetti tematici e reti di collaborazione

La strategia di Sacchi ha puntato sulla costruzione di relazioni durature: dal mondo dei cantautori alla sfera dell’editoria, dalle case discografiche agli artisti visivi. Ha promosso iniziative che hanno dato luogo a pubblicazioni, compilation e serate tematiche, coinvolgendo figure come Sergio Staino e altri protagonisti della cultura italiana. Inoltre, Sacchi ha fondato a Barcellona l’associazione “Cose di Amilcare”, una filiale che ha esteso la presenza del Club oltre i confini nazionali.

Produzioni, pubblicazioni e impegno civile

Oltre all’attività curatoriale, Sacchi ha firmato numerose pubblicazioni, tra cui opere in formato libro+cd come “Roba di Amilcare” e “Quelle piccole cose“. Ha collaborato con riviste quali Musica e Dischi, Tango, Linus e Smemoranda, contribuendo a diffondere la conoscenza della canzone d’autore in ambiti diversi. La sua attività di traduttore e produttore ha facilitato il dialogo tra culture musicali distanti, sottolineando il valore della canzone come forma di testimonianza e impegno sociale.

Un testimone della memoria collettiva

Il lavoro di Sacchi può essere letto anche come un archivio attivo: le raccolte e le collane curate con il Club Tenco hanno messo insieme materiali, testimonianze e riflessioni che documentano decenni di storia culturale. Tra le sue curatele figura, insieme a Stefano Senardi, l’edizione de “I miei amici cantautori” di Fernanda Pivano e, per l’Editrice Zona, la serie dei Libri del Club Tenco. Questi volumi hanno contribuito a mantenere viva la memoria di autori e movimenti che hanno segnato la canzone d’autore italiana.

La notizia della sua morte è stata diffusa dal Direttivo del Club Tenco, che lo ha ricordato come una mente brillante e dalla vena di «simpatica follia». Figura chiave nella storia dell’associazione, Sacchi lascia un’eredità fatta di progetti, amicizie e istanze culturali che continueranno a influenzare il panorama della canzone d’autore in Italia e oltre.