La tensione nel sud del Libano continua a crescere, coinvolgendo direttamente la missione di pace UNIFIL. Nelle ultime ore si sono registrati nuovi episodi di forte frizione tra le forze israeliane e i caschi blu, tra blocchi stradali, contatti tra mezzi militari e nuove operazioni nel territorio, alimentando un quadro di instabilità sempre più delicato lungo.
Libano, carri armati israeliani colpiscono mezzi italiani dell’Onu
Negli ultimi giorni la situazione nel sud del Libano è diventata sempre più instabile, con episodi che hanno coinvolto direttamente i caschi blu della missione UNIFIL. Secondo una comunicazione diffusa in queste ore attraverso i canali social della missione, si sarebbero verificati diversi episodi critici lungo una strada strategica nei pressi di Bayada, utilizzata dai militari Onu per raggiungere le proprie postazioni operative.
In tale contesto, mezzi militari delle Forze di difesa israeliane avrebbero ostacolato i movimenti del contingente, fino a bloccare temporaneamente il passaggio.
La nota Unifil descrive inoltre una serie di azioni avvenute nell’arco dell’ultima settimana: “Negli ultimi giorni, i soldati israeliani hanno sparato ‘colpi di avvertimento’ nell’area, colpendo e danneggiando veicoli chiaramente identificabili delle Unifil“. In un episodio particolarmente pericoloso, un proiettile sarebbe caduto a breve distanza da un militare appena sceso dal mezzo. Nella stessa comunicazione si segnala anche la distruzione di telecamere di sorveglianza nella base di Naqoura e in altre postazioni lungo la Linea Blu, oltre a ulteriori interferenze come la verniciatura dei vetri di accesso a una struttura Onu. La missione sottolinea che tali azioni “ostacolano la capacità dei caschi blu di riferire le violazioni commesse da entrambe le parti sul terreno“.
Le ricostruzioni del contingente italiano e il peggioramento del quadro sul territorio in Libano
Sul fronte italiano, il contingente inserito nella missione Onu ha fornito una lettura più cauta degli eventi che hanno coinvolto i propri mezzi. Secondo quanto riportato, non si sarebbe trattato di veri e propri speronamenti deliberati né di danni gravi. In una delle ricostruzioni ufficiali si precisa: “una pattuglia di Italbatt, durante il movimento lungo la Zulu Road, ha segnalato che, nel corso di alcune manovre, un carro armato delle Forze di difesa israeliane ha urtato un mezzo del convoglio Unifil“. L’episodio avrebbe provocato solo danni lievi, senza conseguenze per il personale.
Un secondo contatto simile sarebbe avvenuto poche ore dopo nello stesso tratto stradale, quando un mezzo in testa a una colonna logistica è entrato in contatto con un carro armato Merkava durante una manovra. Anche in questo caso non si sarebbero registrati feriti e la missione ha potuto proseguire le attività. Parallelamente, però, l’agenzia libanese NNA ha riportato nuovi attacchi nel sud del paese, con almeno 11 vittime e diversi feriti.
On two occasions today, Israel Defense Forces (IDF) soldiers rammed UNIFIL vehicles with a Merkava tank, in one case causing significant damage. The soldiers had blocked a road in Bayada that is used to access UNIFIL positions.
— UNIFIL (@UNIFIL_) April 12, 2026