La tragica morte di Luigia Fortunato, 33enne di Cerignola, ha scatenato un acceso dibattito sulla definizione giuridica del femminicidio. L’ex compagno, Sami Khemaies, è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario aggravato ma non è stato contestato il reato di femminicidio. Questo ha sollevato numerose critiche e interrogativi.
La dinamica dell’omicidio e le accuse
La vicenda risale al 9 luglio 2026, quando Luigia Fortunato è stata uccisa a coltellate nella sua abitazione in via Bramante a Loreto, in provincia di Ancona. Secondo le prime ricostruzioni, la coppia, separata ma ancora convivente per il bene del loro figlio di 8 anni, ha avuto un violento litigio. Dopo aver accoltellato la donna, Khemaies si è costituito ai carabinieri con ancora addosso i vestiti macchiati di sangue.
Il pubblico ministero Rosario Lionello ha disposto il fermo per omicidio volontario aggravato, spiegando che ad oggi non ci sono gli elementi per contestazioni ulteriori. Tuttavia, ha aggiunto che se dovessero emergere nuove prove, l’accusa sarà integrata. Il pm ha sottolineato la necessità di ascoltare parenti, amici e le persone più vicine alla vittima per comprendere meglio la dinamica degli eventi.
Le difficoltà nella contestazione del femminicidio
Provare un reato di femminicidio in aula non è semplice. La nuova norma punisce l’omicidio di una donna in quanto tale che sia oggetto di odio costante, reiterato, di continue violazioni, intimidazioni o limitazioni della propria libertà. Secondo il pm Lionello, allo stato attuale questo quadro non emerge poiché non sono emerse precedenti denunce, segnalazioni o accessi al pronto soccorso.
Le reazioni e il dibattito pubblico
L’avvocata della famiglia, Cristina Perozzi, si è detta sconcertata dalla decisione della procura, affermando che questo la rivittimizza. Anche Arianna Gentili, del direttivo di Differenza Donna, ha espresso forte disappunto: È assurdo che il femminicidio non sia stato contestato. Secondo Gentili, la relazione di intimità e la separazione in corso sono fattori di rischio elevato, poiché gli uomini violenti spesso non accettano la fine di una relazione.
La ministra Eugenia Roccella è intervenuta sul caso, sottolineando l’importanza di un’interpretazione accurata da parte della magistratura. Confido e auspico che la magistratura applichi la massima accuratezza interpretativa ha dichiarato. Tuttavia, ha evitato di entrare nel merito specifico del caso.
Le critiche alla nuova norma
Giulia Boccassi, vicepresidente dell’Unione camere penali, ha criticato la nuova norma sul femminicidio, definendola l’emblema più tipico del populismo penale. Secondo Boccassi, l’aumento vertiginoso delle pene non ha alcun effetto su un fenomeno strutturale e complesso come il femminicidio. Inoltre, ha sottolineato che già in passato molti casi di femminicidio sono stati puniti con l’ergastolo, anche prima che il reato venisse codificato.
L’avvocata Aurora Matteucci, dichiaratamente femminista, ha concordato con Boccassi, affermando che senza un’educazione sessuoaffettiva nelle scuole e un welfare adeguato, non si potrà affrontare la base culturale del femminicidio. Ci sono delle sacche di patriarcato che non possono essere superate a colpi di mannaia penale ha dichiarato.
L’autopsia e le indagini in corso
Martedì 13 luglio 2026 è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Luigia Fortunato, che ha rivelato almeno dieci coltellate inferte dal suo ex compagno. Le indagini sono ancora in corso per determinare se ci sono ulteriori elementi che possano portare alla contestazione del reato di femminicidio. Nel frattempo, Sami Khemaies rimane in carcere in attesa del processo.
