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M5S e Ucraina: Conte spiega la svolta negoziale e i punti non negoziabili

M5S e Ucraina: Conte spiega la svolta negoziale e i punti non negoziabili

Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha chiarito la posizione del partito sul sostegno militare all'Ucraina, la gestione della crisi migratoria a Ceuta e il futuro della linea Tav Torino-Lione.

In un’intervista rilasciata alla Stampa il 2 agosto 2026, Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha delineato la posizione del partito riguardo al conflitto tra Ucraina e Russia, alla crisi migratoria a Ceuta e al futuro della linea ferroviaria Tav Torino-Lione.

Conte ha sottolineato che il M5S non voterà a favore di ulteriori invii di armi all’Ucraina, ma punterà su una svolta negoziale per risolvere il conflitto.

“All’inizio abbiamo votato per l’invio di armi perché c’era una chiara asimmetria militare rispetto alla Russia”, ha spiegato Conte, “ma ora è necessario imprimere una svolta negoziale”.

La strategia negoziale del M5S

Conte ha affermato che, se dovesse vincere le primarie e tornare a Palazzo Chigi, il giorno successivo si batterebbe in Europa per una soluzione negoziale che tuteli gli interessi di Kiev.

“Uno dei punti non negoziabili”, ha aggiunto, “è il sì alla difesa comune europea e il no al riarmo dei singoli Stati e all’economia di guerra”.

Il leader del M5S ha anche delineato la sua strategia se fosse investito della premiership: “Chiamerei Zelensky, lo incontrerei per rassicurarlo che lui è l’aggredito, ma gli preannuncerei che un attimo dopo chiamerei Putin, l’aggressore, per imprimere una svolta negoziale”.

La crisi migratoria a Ceuta e la sicurezza

Parlando della crisi migratoria a Ceuta, Conte ha definito “vergognosa e inutile” la decisione della premier di sospendere Schengen con la Spagna. “Scioglieremo questo nodo con le primarie. Lo faremo decidere agli italiani”, ha dichiarato.

Sugli scontri No Tav in Val di Susa, Conte ha affermato di aver “condannato subito quelle violenze, senza se e senza ma. E penso sia sbagliato lasciare la sicurezza alla destra, proprio mentre fallisce su quel terreno”.

Il futuro della linea Tav Torino-Lione

Conte ha concluso commentando il progetto della linea Tav Torino-Lione: “È un progetto della fine degli anni ’80, ora siamo nel 2026. Ci vogliamo chiedere se serve ancora?”.

Le dichiarazioni di Conte riflettono una posizione chiara e decisa del M5S su questioni cruciali per il futuro politico del paese, dalla gestione del conflitto ucraino alla sicurezza interna e alle grandi opere infrastrutturali.

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