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Mario Adinolfi arrestato, la testimonianza choc delle vittime: "Siamo stati truffati"

Mario Adinolfi arrestato, la testimonianza choc delle vittime: "Siamo stati truffati"

79mila euro versati nella “Scommessa Collettiva”: la coppia modenese denuncia Mario Adinolfi e racconta la propria versione dei fatti.

Una coppia di Modena denuncia di aver perso 79mila euro dopo aver aderito alla “Scommessa Collettiva”, iniziativa legata a Mario Adinolfi. La vicenda, raccontata dalla vittima a Repubblica, è al centro di un esposto presentato alla magistratura e riguarda le accuse dei coniugi, che sostengono di aver affidato i propri risparmi a un investimento rivelatosi, secondo il loro racconto, fallimentare.

Mario Adinolfi arrestato, il racconto delle vittime: “Ci ha portato via 79mila euro”

Una coppia residente a Modena afferma di aver subito una perdita economica di 79mila euro dopo aver partecipato alla cosiddetta “Scommessa Collettiva”, iniziativa collegata a Mario Adinolfi. La vicenda è stata raccontata dalla donna in un’intervista a Repubblica, nella quale ricostruisce una storia iniziata, secondo il suo racconto, con grande fiducia e terminata con una denuncia presentata alla magistratura.

I due coniugi, assistiti dall’avvocato Giorgio Dipietromaria, hanno depositato un esposto alla Procura di Modena nel mese di febbraio. In seguito a una richiesta di trasferimento avanzata dal legale, il procedimento sarebbe ora destinato a passare alla Procura di Roma, dove potrebbe essere valutata l’eventuale riunione con altri fascicoli relativi alla stessa vicenda.

La donna racconta di conoscere da tempo l’attività pubblica di Mario Adinolfi, pur precisando di non aver mai avuto con lui un rapporto personale prima della proposta. La fiducia, secondo quanto riferito, sarebbe nata dalla vicinanza alle idee e alle posizioni espresse dal fondatore del Popolo della Famiglia. «Gli abbiamo affidato il futuro della nostra vecchiaia. Ci fidavamo, lo abbiamo sempre votato. In cambio, però, ci ha portato via 79mila euro», ha dichiarato nell’intervista, spiegando il legame di affidamento che avrebbe influenzato la decisione di aderire all’iniziativa.

La sessantenne afferma che mai avrebbe pensato di trovarsi coinvolta in una situazione simile. «Per me ha sempre avuto ragione su tutto. Tranne, ovviamente, che sul truffare la gente», ha raccontato. La donna lavora nelle segreterie scolastiche, mentre il marito, oggi settantaduenne, ha dedicato la propria vita al lavoro agricolo. Secondo il suo racconto, il denaro investito rappresentava il risultato di anni di sacrifici: «Erano soldi che ci servivano per vivere una vecchiaia serena».

L’investimento con Mario Adinolfi, le promesse e la mancata restituzione: “Siamo stati truffati”

Secondo la ricostruzione fornita dalla coppia, il primo approccio alla proposta sarebbe avvenuto attraverso un contenuto pubblicato su Facebook, nel quale venivano presentate possibilità di guadagno attraverso un sistema definito “betting di gruppo”. I coniugi sostengono di non conoscere questo settore, ma di aver deciso di informarsi proprio perché l’iniziativa era stata associata alla figura di Adinolfi. Dopo un primo contatto via e-mail, la coppia racconta di aver ricevuto spiegazioni che avrebbero lasciato intendere un investimento privo di particolari rischi. Sempre secondo la loro versione, sarebbe stata garantita la possibilità di recuperare il capitale in qualsiasi momento e sarebbe stata esclusa la prospettiva di perdite economiche.

Il 15 aprile 2022, stando al racconto della donna, sarebbero stati effettuati i primi due versamenti, entrambi da 10mila euro. Nei tre anni successivi la somma complessivamente trasferita sarebbe arrivata a 79mila euro, con l’aspettativa — secondo quanto riferito dalla coppia — che entro il 31 dicembre 2025 il capitale potesse raggiungere circa 258mila euro. La donna spiega che quei fondi provenivano dalla vendita delle quote della società agricola nella quale il marito aveva lavorato per molti anni. Per questo motivo, sostiene, non si trattava semplicemente di un investimento finanziario, ma dei risparmi destinati alla fase della pensione.

La coppia riferisce che, fino alla fine del 2025, i rapporti attraverso la posta elettronica sarebbero rimasti costanti, con risposte rapide e frequenti aggiornamenti. La situazione, però, sarebbe cambiata dopo la data prevista per l’avvio delle restituzioni. Da quel momento, racconta la donna, avrebbe iniziato a chiedere informazioni sulla restituzione delle somme senza ottenere chiarimenti concreti sui pagamenti. Secondo quanto dichiarato nell’intervista a Repubblica, alle richieste di rimborso sarebbero seguite anche risposte con riferimenti religiosi. «Mi invitava a non essere avida. Mi ricordava il Vangelo di Luca e quello di Matteo: “Non potete servire Dio e Mammona”», ha riferito la donna, definendo tali richiami «paradossali» rispetto alla situazione vissuta.

La decisione di rivolgersi alla magistratura sarebbe maturata dopo che la coppia avrebbe visto alcuni servizi televisivi dedicati alla vicenda. Da lì sarebbe nata la convinzione di essere stata coinvolta in un raggiro e sarebbe stata formalizzata la denuncia.

Nell’intervista a Repubblica, la donna commenta anche la posizione di Mario Adinolfi, che ha sempre respinto ogni accusa e dichiarato la propria estraneità ai fatti contestati. «Sono in tanti a difenderlo. Dicono che stanno cercando di zittirlo e di gettarlo nel fango. Ma noi siamo stati truffati, come tante altre persone che avevano creduto in lui e nei suoi valori», conclude.

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