Il 9 aprile 2026 la first lady Melania Trump è tornata a parlare pubblicamente dalla Casa Bianca per smentire in modo netto le accuse che la collegano a Jeffrey Epstein. In un’apparizione a sorpresa, la moglie del presidente ha definito «menzogne e insinuazioni» le affermazioni diffuse sul suo conto, annunciando anche la possibilità di azioni legali contro chi continua a diffamarla.
La dichiarazione ha precise richieste: oltre alla smentita, la first lady ha sollecitato che il Congresso apra spazi pubblici per le testimonianze delle vittime di Epstein.
Nella sua comunicazione Melania ha negato qualsiasi rapporto di amicizia o coinvolgimento con Epstein e con la sua ex collaboratrice Ghislaine Maxwell, affermando inoltre di non essere stata presentata al marito dal finanziere.
Ha ricordato di aver conosciuto Donald Trump «a una festa a New York nel 1998», respingendo l’idea che Epstein abbia avuto un ruolo nella loro relazione. La dichiarazione include anche rifiuti specifici su presunti viaggi o visite ai luoghi collegati a Epstein.
Dichiarazione pubblica e punti chiave della smentita
Nel messaggio rilasciato alla stampa, la first lady ha sottolineato che le accuse infondate hanno danneggiato la sua reputazione e che le persone che le diffondono «mancano di etica e rispetto». Melania ha negato di aver mai avuto una relazione con Epstein o con Maxwell e ha precisato di non essere mai salita sull’aereo del finanziere né di aver visitato la sua isola privata. Ha definito urgente la fine delle false narrazioni che, a suo dire, circolano da tempo sui social e nei media.
Dettagli sul contesto della smentita
La first lady ha spiegato che la sovrapposizione delle cerchie sociali nelle città come New York e Palm Beach può creare collegamenti apparenti, ma ha ribadito che ciò non equivale a una relazione personale con Epstein. Per chiarezza, ha specificato che Donald e io sono stati occasionalmente presenti agli stessi eventi, senza che ciò implichi alcuna connessione di tipo personale o criminale con il finanziere. La sua richiesta di azioni legali sottolinea la volontà di tutelare la propria immagine pubblica.
La richiesta al Congresso e il ruolo delle vittime
Oltre alla smentita, Melania ha rivolto un appello formale al Congresso degli Stati Uniti: organizzare una udienza pubblica che permetta alle donne che hanno subito abusi da parte di Epstein di testimoniare sotto giuramento. La first lady ha enfatizzato l’importanza di un confronto pubblico e istituzionale per dare spazio alle testimonianze sotto giuramento e per chiarire fatti e responsabilità, privilegiando la voce delle sopravvissute rispetto alle speculazioni mediatiche.
Possibili sviluppi procedurali
La richiesta di Melania potrebbe tradursi in interrogazioni formali al Congresso o in audizioni a Capitol Hill, dove le vittime potranno raccontare le proprie esperienze davanti ai legislatori. Questo passaggio, secondo la first lady, rappresenterebbe un modo concreto per affrontare la vicenda Epstein dal punto di vista istituzionale, offrendo trasparenza e l’opportunità di testimonianze ufficiali che vadano oltre le narrazioni informali circolate fino ad oggi.
Impatto politico e percezione pubblica
La presa di posizione della first lady arriva in un clima di attenzione continua sul caso Epstein, che continua a influenzare il discorso pubblico nonostante la morte del finanziere nel 2019. La dichiarazione cercherà di limitare le speculazioni che coinvolgono figure pubbliche e di orientare il dibattito verso le esigenze delle vittime. Al contempo, commentatori e osservatori seguiranno le eventuali azioni legali annunciate e la reazione del Congresso alla richiesta di audizioni.
Oltre all’aspetto giudiziario e istituzionale, la vicenda ha ricadute sull’immagine mediatica della first lady, già al centro di altre polemiche su visibilità e spese legate alla presidenza. In questo quadro, la smentita ufficiale del 9 aprile 2026 si configura come un tentativo di riaffermare controllo narrativo e tutela personale, richiamando l’attenzione sulle priorità che Melania ritiene più urgenti: la difesa della reputazione e la parola alle vittime.