La frana che ha colpito Niscemi apre una fase delicata fatta di emergenza, responsabilità e interventi urgenti. Nel cuore della crisi si intrecciano l’azione del governo, la presenza di Meloni sul territorio e l’avvio di un’indagine per disastro colposo, mentre la collina continua a cedere e la comunità attende risposte concrete.
Emergenza frana a Niscemi: scuole chiuse, sfollati e il timore di un incubo che ritorna
L’emergenza si riflette in modo pesante anche sulla vita quotidiana della comunità. Cinque scuole elementari situate nelle zone rosse sono state chiuse, costringendo centinaia di bambini a restare a casa o a essere trasferiti in altri plessi; solo pochi istituti, fuori dall’area a rischio, continuano le lezioni regolarmente. La Protezione Civile avverte che il numero degli sfollati potrebbe aumentare, poiché “l’intera collina sta crollando sulla piana di Gela” e molti residenti non faranno più ritorno nelle loro case.
Per alcuni di loro sarà necessario predisporre una delocalizzazione definitiva, mentre è in corso il censimento delle persone da sostenere economicamente. Il ricordo della frana del 1997 è ancora vivo tra gli abitanti, che temono di rivivere lo stesso dramma: allora interi quartieri furono cancellati e lo stato di emergenza si protrasse per anni.
Oggi il governo ha già dichiarato lo stato di emergenza nazionale per Sicilia, Sardegna e Calabria e stanziato 100 milioni di euro per i primi interventi, mentre si lavora a un decreto-legge per l’assegnazione delle risorse. L’obiettivo dichiarato è evitare che la storia si ripeta e garantire risposte rapide a una popolazione che chiede sicurezza e certezze.
“Non sarà come nel ’97”, Meloni a Niscemi: aperta inchiesta per disastro colposo
Oltre 1.500 residenti sono già stati costretti a lasciare le proprie abitazioni, mentre diverse strade risultano lesionate o impraticabili e numerosi edifici sono a rischio. Durante una riunione nel municipio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato amministratori locali e tecnici, ribadendo l’impegno dell’esecutivo: “Quanto accaduto per la frana del 1997 non si ripeterà, il governo agirà in maniera celere“.
Alla richiesta dei cronisti di rilasciare dichiarazioni, la premier ha tagliato corto con un secco: “Non facciamo piazzate, siamo qui per lavorare“. Nel frattempo, la Procura di Gela ha aperto un fascicolo per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana, al momento contro ignoti, e il procuratore capo Salvatore Vella ha effettuato un sopralluogo nelle aree più colpite.
La gravità della situazione è stata confermata anche dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, che ha parlato di “situazione senza precedenti“, sottolineando la necessità di un piano di ricostruzione e di reperire le risorse necessarie.
Oggi sono stata in Sicilia, nei territori duramente colpiti dall’eccezionale ondata di maltempo che nei giorni scorsi ha interessato anche la Sardegna e la Calabria.
Ho voluto essere presente per seguire da vicino la situazione, incontrare le istituzioni locali e ribadire la… pic.twitter.com/939i1CBmQw
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) January 28, 2026