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Messina, trovati morti tre cacciatori nel bosco: chi sono e cosa emerge dalle prime indagini

cacciatori uccisi a messina

Tre cacciatori uccisi nei boschi dei Nebrodi, a Messina. La Procura di Patti avvia indagini per chiarire dinamica, cause e eventuali responsabilità.

Tre cacciatori sono stati trovati morti in una zona boschiva e impervia di Montagnareale, a Messina, uccisi da colpi di fucile durante quella che doveva essere una normale battuta di caccia. Il drammatico ritrovamento ieri sera, mercoledì 28 gennaio, ha fatto scattare un’immediata indagine dei carabinieri e della Procura di Patti, chiamati a ricostruire una dinamica ancora avvolta da molti interrogativi.

Tragedia nei boschi a Messina: trovati morti tre cacciatori

Il rinvenimento di tre cacciatori senza vita in una zona boschiva e particolarmente impervia di contrada Caristia, nel territorio di Montagnareale, ha scatenato sgomento e dolore in tutta l’area dei Nebrodi. I tre uomini erano usciti di casa nella mattinata di ieri, mercoledì 28 gennaio, per dedicarsi a una consueta attività venatoria in un’area nota sia per l’abbondanza di fauna selvatica, in particolare i suini neri dei Nebrodi, sia per la frequentazione abituale da parte di appassionati di caccia.

A lanciare l’allarme sarebbe stato un conoscente, insospettito dal mancato rientro e dall’assenza di notizie: addentratosi lungo un sentiero isolato, si sarebbe imbattuto nei corpi e avrebbe subito avvisato le forze dell’ordine. I tre indossavano ancora l’abbigliamento da caccia e accanto ad almeno uno di loro è stato trovato un fucile.

All’arrivo dei carabinieri e del magistrato di turno della Procura di Patti, Angelo Vittorio Cavallo, la scena si è presentata subito complessa e drammatica. I primi rilievi del medico legale avrebbero evidenziato ferite compatibili con colpi di fucile, alcune delle quali descritte come particolarmente ravvicinate e devastanti, segno di un’azione violenta e rapida.

Messina, trovati morti tre cacciatori nel bosco: uccisi a colpi di fucile. Chi sono e cosa sappiamo finora

Come riportato da Sky Tg24, le vittime sono Davis Pino, 25 anni, e il fratello Giuseppe Pino, 43 anni, entrambi residenti a Barcellona Pozzo di Gotto e conosciuti come imprenditori edili, e Antonio Gatani, 83 anni, originario di Librizzi. Tutti erano incensurati e ritenuti esperti conoscitori della montagna.

L’area è stata immediatamente interdetta al pubblico, mentre in caserma a Patti è iniziata una lunga notte di interrogatori: sono state ascoltate decine di persone tra familiari, amici e conoscenti delle vittime, compreso il consueto compagno di caccia dell’anziano Gatani, per chiarire se fosse presente nel bosco al momento dei fatti. Gli investigatori stanno cercando di capire se tra i tre uomini vi siano stati contatti precedenti, considerando che, secondo alcune indiscrezioni, Gatani non conosceva i fratelli Pino.

Restano aperte diverse ipotesi: da una lite improvvisa degenerata in un duplice omicidio seguito dal suicidio, a un incidente di caccia, fino al possibile intervento di una quarta persona poi fuggita approfittando della fitta vegetazione. Saranno l’autopsia e gli esami balistici, già disposti dalla Procura, a fornire elementi decisivi sulla traiettoria dei colpi, sulla distanza di sparo e sull’uso delle armi sequestrate, passaggi fondamentali per fare luce su una vicenda che continua a lasciare la popolazione locale incredula e sotto choc.