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Mobilitazione a Roma per Alfredo Cospito: appuntamenti, slogan e contesto giudiziario

Mobilitazione a Roma per Alfredo Cospito: appuntamenti, slogan e contesto giudiziario

Presidio e cortei a Roma contro il 41-bis, tra slogan nei pressi del ministero della Giustizia e convocazioni per l'11 e il 18 aprile

Nel primo pomeriggio dell’11 aprile a pochi passi dal ministero della Giustizia si è svolto un presidio di protesta contro la misura del 41-bis applicata ad Alfredo Cospito. I partecipanti hanno esposto striscioni con scritte che denunciano il regime carcerario come una forma di «tortura» e hanno richiamato la mobilitazione cittadina in vista di una manifestazione fissata per il 18 aprile.

La piazza ha rilanciato slogan di solidarietà e ha menzionato anche le figure di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, ricordati nei messaggi dei presenti.

La protesta si svolge in un clima di attenzione istituzionale: secondo fonti del ministero della Giustizia è in corso l’istruttoria per la possibile proroga del regime speciale a Cospito, già detenuto al 41-bis dal decreto ministeriale del 4 maggio 2026.

I manifestanti denunciano la natura punitiva della misura e chiedono il trasferimento o la revoca, mentre le autorità valutano il mantenimento del carcere duro per almeno altri due anni, con l’ipotesi di estendere il periodo fino al 2028 dopo verifiche sulla persistenza di collegamenti con organizzazioni ritenute pericolose.

Appuntamenti e iniziative di protesta

Le convocazioni pubbliche raccolte nelle ultime ore prevedono un presidio a Largo Arenula, davanti al ministero della Giustizia, e un corteo programmato per il 18 aprile a Piazza dell’Immacolata. I promotori hanno rilanciato gli appuntamenti tramite assemblee nel quartiere del Pigneto e attraverso canali di solidarietà che parlano di «lotta contro il 41-bis». Le parole d’ordine sono chiare: «Fuori Alfredo dal 41-bis» e «Fuori tuttx dalle galere», slogan che sintetizzano la richiesta di revisione delle misure carcerarie nei confronti dei detenuti politici e anarchici.

Partecipazione e messaggi

Alla manifestazione partecipano decine di militanti anarchici e attivisti che hanno organizzato assemblee pubbliche per coordinare presidi e cortei. Nelle dichiarazioni raccolte sul posto è emersa una forte volontà di visibilità mediatica e di pressione politica, con striscioni che richiamano anche le persone decedute lo scorso 19 marzo mentre erano in un casale nel Parco degli Acquedotti. I promotori invitano a convergere in città il 18 aprile per «mostrare continuità della mobilitazione» e per ribadire la critica al regime carcerario speciale rappresentato dal 41-bis.

Il caso giudiziario e il percorso detentivo

Alfredo Cospito è detenuto in un carcere di alta sicurezza a Sassari e sconta condanne relative a episodi di matrice anarchica: tra questi l’attentato del 2 giugno 2006 alla scuola allievi carabinieri di Fossano e la gambizzazione del dirigente Roberto Adinolfi avvenuta il 7 maggio 2012. Il primo provvedimento che lo ha sottoposto al 41-bis risale al decreto del 4 maggio 2026; da allora le verifiche delle autorità hanno portato alla valutazione di una possibile proroga che, se confermata, prolungherebbe il regime di detenzione rigorosa.

Le proteste e lo sciopero della fame

Tra l’ottobre 2026 e l’aprile 2026 Cospito ha intrapreso un lungo sciopero della fame per manifestare contro le condizioni del 41-bis. Quella protesta ha acceso un dibattito pubblico sulla compatibilità della misura con i diritti fondamentali dei detenuti e ha innescato azioni di solidarietà da parte di collettivi e organizzazioni. Le tensioni attuali nascono anche da questo contesto conflittuale, che unisce rivendicazioni di carattere penale, politico e di diritto alla salute.

Allerta, misure di prevenzione e prospettive

Le forze dell’ordine e il ministero dell’Interno hanno mantenuto un elevato livello di attenzione dopo una serie di episodi che le autorità hanno giudicato preoccupanti, inclusi piccoli attentati alle linee ferroviarie che hanno motivato controlli e misure di prevenzione rafforzate. In occasione della commemorazione del 29 marzo è stata applicata la misura del fermo preventivo a decine di persone, una scelta che il Viminale ha giustificato come strumento di prevenzione. Il ministro Matteo Piantedosi ha più volte richiamato il rischio di un «innalzamento dello scontro» e la necessità di misure di ordine pubblico mirate.

Lo scenario resta pertanto caratterizzato da due poli: da una parte le istanze di chi chiede attenuazioni e una revisione del regime del 41-bis, dall’altra la preoccupazione delle istituzioni per la sicurezza pubblica. Le prossime settimane, con i presidi e il corteo del 18 aprile, saranno una cartina di tornasole per valutare se la mobilitazione produrrà pressioni politiche rilevanti o se invece il discorso rimarrà confinato nelle aree di protesta già note.