Mona Khalil è stata per decenni il volto più visibile della lotta per la sopravvivenza delle tartarughe marine lungo la costa meridionale del Libano. Nata a Lagos nel 1949, lasciò una vita precedente all’estero per stabilirsi vicino al mare e trasferire la propria esistenza nella protezione dei nidi sulle spiagge di al-Mansouria pochi passi dal villaggio di Mansouri e dalla città di Tyre.
Quel legame con la costa si è trasformato in un progetto concreto: l’Orange House, un’iniziativa che ha unito ecoturismo e conservazione per salvaguardare la fauna marina.
Il percorso di Khalil iniziò dopo un incontro notturno con una tartaruga che, nel 1999, aveva risalito la sabbia per deporre le uova. Quell’episodio la spinse a dedicare la sua vita alla protezione dei siti di nidificazione di loggerhead e green turtlespecie minacciate da cemento costiero, rifiuti plastici, reti da pesca e inquinamento luminoso.
Per più di un quarto di secolo la sua casa, situata a circa cento metri dalla battigia, è stata base operativa e simbolo della sua resistenza.
L’attacco che ha ferito mortalmente Khalil e il contesto locale
Il 4 giugno un bombardamento ha colpito direttamente l’abitazione in cui Khalil viveva e lavorava, ferendola gravemente. Testimonianze locali indicano che l’esplosione ha raggiunto la parte della casa dove si trovava la sua camera da letto; le condizioni di Khalil sono poi peggiorate nonostante i tentativi medici.
Dopo il trasferimento da un ospedale del sud a un centro specialistico a Beiruti medici non sono riusciti a salvarla. In quei giorni, le ostilità nella regione provocarono altresì numerose vittime civili: almeno 50 persone sono state uccise in attacchi aerei intensificati nel sud del Libanosecondo i dati locali.
Risposta della comunità e delle organizzazioni ambientali
Gruppi locali hanno espresso dolore per la perdita e hanno ricordato l’impatto concreto del lavoro di Khalil. L’associazione Live Love Tyre ha pubblicato un messaggio che esprime «profonda tristezza» per la scomparsa di chi ha scelto di rimanere per prendersi cura delle tartarughe. Volontari e collaboratori, tra cui persone come Fadia Joumaahanno sottolineato che Khalil non solo ha protetto i nidi, ma ha anche trasformato la propria abitazione in un modello di gestione locale, sostenendo la conservazione di una fascia di costa lunga 1.4-kilometer attraverso l’Orange House.
L’eredità di protezione costiera: Orange House e il progetto di conservazione
L’Orange House, fondata da Khalil nel 2000 dopo il ritiro israeliano dal sud del Libano, è stata concepita come una struttura di eco-ospitalità il cui ricavato finanziava la sorveglianza delle nidificazioni. Questo modello ha permesso di monitorare e accompagnare le piccole tartarughe fino al loro ritorno in mare, consolidando la spiaggia di Mansouri come un’area di elevata biodiversità. Khalil ha inoltre lavorato in collaborazione con esperti inviati dal network internazionale che si occupa di tartarughe marine, imparando le tecniche di monitoraggio e condivisione dei dati scientifici.
Nel corso degli anni si è battuta contro progetti di cementificazione e altre minacce antropiche che avrebbero compromesso la funzione della spiaggia come sito di nidificazione. Il riconoscimento della zona come una forma di riserva gestita localmente, una himaè stato uno strumento che ha contribuito a difendere quel tratto di costa dalla pressione edilizia e a conservare l’habitat delle specie in pericolo nella parte orientale del Mediterraneo.
Ricordi e dichiarazioni personali
Amici e collaboratori ricordano la sua determinazione: Khalil aveva lasciato il lavoro di restauratrice d’arte per seguire la sua passione e pochi anni dopo investì la propria casa nel progetto di protezione. Una collega e giornalista volontaria ha scritto che «tu ci hai lasciato ma rimani dentro di noi», ribadendo come la perdita sia sentita non solo a livello locale ma come danno alla conservazione nazionale delle specie marine.
La morte di Mona Khalil chiude il capitolo di una vita interamente dedicata alla tutela delle tartarughe lungo la Sour coast. Il suo lavoro rimane un esempio concreto di come iniziative comunitarie possano salvare popolazioni vulnerabili e proteggere metri di spiaggia che sono vitali per la riproduzione delle specie marine.
