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Eruzione del Mayon: cenere fitta sul Bicol e allerta nelle comunità vicine

Eruzione del Mayon: cenere fitta sul Bicol e allerta nelle comunità vicine

Il 2 maggio 2026 il Mayon ha manifestato una forte attività: colonna di cenere, PDC nel Mi-isi Gully e decine di comunità coinvolte nel Bicol

Il 2 maggio 2026 il vulcano Mayon, uno dei più attivi delle Filippine e alto 2.462 metri, ha dato luogo a un episodio eruttivo rilevante che ha interessato la regione del Bicol. La manifestazione ha prodotto una densa colonna di cenere e frammenti vulcanici che si sono dispersi nell’aria, costringendo le autorità locali ad attivare allerte nelle comunità vicine e a monitorare l’evoluzione del fenomeno con massima attenzione.

L’eruzione ha avuto impatti materiali e sanitari immediati: strade, veicoli e abitazioni sono stati ricoperti da deposizioni di cenere, mentre squadre di protezione civile e forze di soccorso hanno iniziato a coordinare le prime misure per ridurre i rischi. L’evento è stato seguito dal Phivolcs e da uffici locali per la gestione delle emergenze, con aggiornamenti continui sull’andamento della colonna eruttiva e sulle aree potenzialmente interessate dallo spostamento della ash plume verso ovest-sudovest.

Dinamica dell’eruzione

L’attività ha incluso il rilascio di un flusso piroclastico nella zona del Mi-isi Gully e una significativa emissione di cenere trasportata dal vento verso ovest-sudovest. Secondo i rapporti ufficiali è stata osservata una PDC che ha inciso sul territorio circostante, con una stima del runout pari a circa 4 km.

Un aspetto cruciale è il monitoraggio della traiettoria della colonna di cenere, poiché la direzione del vento determina quali comunità subiranno la deposizione e i conseguenti disagi per la salute e i servizi.

Cosa si intende per PDC

Per chiarire termini tecnici: una pyroclastic density current è una corrente rapida e calda di gas, cenere e frammenti che scorre lungo i fianchi del vulcano. Questo fenomeno, indicato spesso con l’acronimo PDC, rappresenta un pericolo immediato per le aree interne al suo percorso a causa dell’elevata temperatura, dell’alta velocità e dell’azione abrasiva della cenere. Nel caso del Mayon la PDC osservata al Mi-isi Gully ha interessato numerosi insediamenti rurali lungo il suo tracciato.

Comunità coinvolte e danni registrati

I dati raccolti dalle autorità locali indicano che almeno 52 villaggi nelle province di Camalig, Guinobatan e Ligao City sono stati interessati dalla caduta di cenere. In Guinobatan la PDC al Mi-isi Gully ha toccato 18 barangay: Minto, Malabnig, Mapaco, Doña Tomasa, Agpay, San Rafael, Maguiron, Calzada, Iraya, Muladbucad Grande, Inamnan Pequeño, Inamnan Grande, Bubulusan, Lomacao, Maninila, Travesia, Lower Binogsacan e Ilawod. In Camalig risultano coinvolti 17 barangay tra cui Cabangan, Salugan, Anoling, Sua e altri centri, mentre a Ligao City sono state segnalate 17 aree con deposizioni significative di cenere.

Conseguenze quotidiane

La presenza di spessori di cenere sulle strade e sugli edifici ha causato disagi ai trasporti locali, ridotto la qualità dell’aria e incrementato il rischio per persone con patologie respiratorie. Autorità sanitarie e di protezione civile hanno sottolineato i pericoli legati all’inalazione di polveri sottili e all’accumulo sui tetti, che può compromettere la stabilità strutturale se non rimosso in tempo. È stato segnalato anche un impatto su attività agricole e fonti d’acqua locali a causa della deposizione delle particelle vulcaniche.

Risposte operative e raccomandazioni

Le forze di soccorso sono state prontamente mobilitate: l’Ufficio per la Difesa Civile regionale OCD-5 ha coordinato la prima fase di assistenza, distribuendo circa 250 scatole di mascherine a Daraga, Camalig, Guinobatan e Ligao City. Il PCG District 5 ha dichiarato di avere oltre 124 operatori in stato di prontezza per supportare evacuazioni e interventi marittimi, mentre la BFP-5 (Bureau of Fire Protection) ha posizionato squadre e risorse in punti strategici per operazioni di ricerca e soccorso.

Alle comunità esposte viene chiesto di attenersi alle indicazioni del Phivolcs e delle autorità locali: evitare le aree a rischio, indossare protezioni respiratorie quando possibile, sigillare aperture domestiche per limitare l’ingresso di cenere e non intraprendere viaggi non essenziali. In situazioni di intensificazione l’evacuazione preventiva rimane la misura prioritaria per salvaguardare vite umane.

Cosa osservare nelle ore successive

Il monitoraggio dell’attività del Mayon continuerà con aggiornamenti sul comportamento della colonna eruttiva, la probabilità di nuove PDC e la direzione del trasporto della ash plume. Le condizioni atmosferiche e la stabilità del vulcano determineranno l’evoluzione dei rischi; perciò è fondamentale seguire i bollettini ufficiali e le comunicazioni delle autorità. Chi risiede nelle aree interessate deve prepararsi a misure di protezione a breve termine e a possibili interventi di assistenza prolungati.