Negli ultimi due anni i controlli all’aeroporto Olbia Costa Smeralda e al porto di Olbia hanno portato all’emersione di un fenomeno che mette a rischio le coste sarde: sono state sequestrate quasi quattro tonnellate di sabbia, conchiglie e ciottoli sottratti illegalmente dalle spiagge e nascosti nei bagagli dei visitatori. L’attività di monitoraggio, condotta da personale dell’Enac insieme al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientaleha intercettato decine di turisti che tentavano di portare via frammenti dell’ecosistema costiero come ricordo della vacanza, evidenziando l’impatto concreto di questi prelievi sull’equilibrio degli arenili.
Numeri dei controlli e profilo sanzionatorio tra 2026 e 2026
Tra il 2026 e il 2026 i controlli svolti nelle aree portuali e aeroportuali di Olbia hanno prodotto risultati significativi: sono stati elevati 198 verbali per asportazione illegale di materiali naturali e la Regione Sardegna ha incassato complessivamente 110mila euro di sanzioni. Questi dati fanno emergere non solo la frequenza del fenomeno, ma anche l’impegno istituzionale nel contrastarlo.
Pur essendo spesso motivati dalla voglia di portare a casa un ricordo, i prelievi ripetuti possono compromettere la stabilità delle spiagge e la sopravvivenza di habitat costieri sensibili.
Il progetto “Riportami al Mare”: obiettivi e sesta edizione
Il programma “Riportami al Mare” è stato creato con una doppia finalitàrestituire al litorale i sedimenti naturali sequestrati e aumentare la consapevolezza dei visitatori sull’importanza della tutela degli ecosistemi costieri.
Giunto al sesto anno di attivitàil progetto è sostenuto da Geasar Spa in collaborazione con l’Area Marina Protetta Tavolara – Punta Coda Cavallola Regione Sardegnal’Enac e il Corpo Forestale. Nel tempo l’iniziativa si è affermata come una delle più rilevanti sul fronte ambientale per la costa olbiese, con campagne di informazione rivolte a residenti e turisti e operazioni di recupero che hanno permesso di reintegrare volumi significativi di materiale naturale nell’ambiente.
Restituzione dei materiali al sito di Tramontana
La recente reimmissione dei materiali sequestrati è avvenuta nel sito di Tramontanaalle spalle dell’Isola di Tavolara. La scelta del luogo non è casuale: un geologo incaricato da Geasar ha analizzato la composizione dei frammenti raccolti per individuare il punto più compatibile con le caratteristiche geologiche locali. Questa scelta tecnica mira a rispettare gli equilibri naturali e a evitare che la reintroduzione alteri le dinamiche costiere già esistenti.
Impatto ambientale del prelievo e motivazioni dell’intervento
La sottrazione di sabbia, conchiglie e ciottoli non è un gesto neutro: tali elementi svolgono funzioni fondamentali per la stabilità degli arenili, la protezione dalle erosioni e l’ecosistema in senso ampio. Le autorità sottolineano che, oltre alla perdita estetica della spiaggia, il fenomeno costituisce una minaccia reale per la conservazione degli habitat costieri. Attraverso iniziative come “Riportami al Mare” le istituzioni intendono sia recuperare i materiali sottratti sia favorire un cambiamento culturale nel comportamento di chi visita le coste della Sardegna.
Attività di informazione e coinvolgimento pubblico
Il progetto abbina operazioni pratiche di recupero alla diffusione di messaggi educativi: punti informativi, materiale divulgativo e controlli mirati nelle aree di imbarco sono strumenti utilizzati per far comprendere che i sedimenti non sono semplici souvenir, ma parti di un patrimonio naturale fragile. Il coinvolgimento degli enti locali e delle autorità aeroportuali punta a rendere più efficaci i controlli e a diminuire la domanda di materiali da parte dei visitatori.
Il fenomeno resta però una sfida aperta: nonostante l’azione congiunta degli enti e le sanzioni applicate, la necessità di continuare la vigilanza e la comunicazione rimane centrale per tutelare le spiagge sarde. La restituzione dei materiali al sito di Tramontana rappresenta un gesto concreto, ma le misure di prevenzione e la sensibilizzazione continuativa sono elementi imprescindibili per garantire la conservazione a lungo termine degli arenili dell’Area Marina Protetta Tavolara – Punta Cavallo e delle coste circostanti.
