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È scomparso Damiano Alberti, giovane content creator e streamer di 23 anni, noto per aver raccontato senza filtri la sua lunga battaglia contro un tumore maligno alla gamba, che gli era stato diagnosticato nel 2023. La notizia della sua morte, avvenuta sabato 14 febbraio 2026, è stata annunciata dalla famiglia attraverso i suoi profili social, suscitando un’ondata di cordoglio tra follower e amici.
Una comunità digitale in lutto
Originario di Cerveteri, Damiano si era fatto conoscere online su piattaforme come Instagram, YouTube, TikTok e Twitch, dove condivideva non solo video di vita quotidiana ma anche gli sviluppi del suo percorso terapeutico, comprese operazioni, amputazioni, protesi e momenti difficili della malattia. La sua scelta di raccontare tutto senza filtri lo aveva reso un punto di riferimento per molte persone che affrontavano situazioni simili.
Post e messaggi di addio sono rapidamente comparsi su tutte le piattaforme, con commenti di affetto e gratitudine da parte di chi lo seguiva. «Non ci sono parole», «Grazie per averci insegnato a non mollare mai» e «Riposa in pace guerriero» sono solo alcune delle frasi che accompagnano il suo ricordo online.
La sua storia: dal silenzio alla speranza
Dopo aver annunciato la diagnosi nel 2023, Damiano aveva temporaneamente interrotto l’attività social per concentrarsi sulle cure e sulla riabilitazione. Nei mesi successivi era tornato a condividere aggiornamenti, comprendendo anche la gioia di riuscire a camminare di nuovo, annunciata in un video di dicembre 2025. La sua testimonianza era diventata uno specchio di resilienza e autenticità, lontana da retoriche e artifici, ma centrata sulla condivisione diretta della quotidianità con malattia.
Gli ultimi saluti
La camera ardente è stata allestita lunedì 16 febbraio presso la Domus Caere di Cerveteri, mentre i funerali sono previsti per mercoledì 18 febbraio nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maggiore, alla presenza della famiglia, degli amici e di chi lo ha seguito fino all’ultimo.
La sua storia lascia una traccia profonda non solo nel cuore di chi lo conosceva, ma anche nella comunità digitale che ha trovato nella sua trasparenza un esempio di coraggio e umanità.