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Nave colpita dall'hantavirus: quarantena a Rotterdam dopo lo sbarco della MV Hondius

Nave colpita dall'hantavirus: quarantena a Rotterdam dopo lo sbarco della MV Hondius

La Hondius ha attraccato il 18 maggio: equipaggio in isolamento, passeggeri evacuati in più paesi e l'OMS valuta il rischio come basso

La nave da crociera MV Hondius è entrata nel porto di Rotterdam il 18 maggio per avviare le operazioni di decontaminazione dopo un focolaio collegato all’hantavirus. Tutti i passeggeri erano stati precedentemente sbarcati e rimandati verso oltre venti paesi, mentre a bordo sono rimasti 25 membri dell’equipaggio e due operatori sanitari. Le autorità olandesi hanno predisposto container isolati vicino al punto di attracco dove il personale non immediatamente rimpatriato resterà in quarantena fino a nuove disposizioni.

Nel bilancio dell’episodio risultano tre persone decedute tra i partecipanti alla crociera, tra cui una coppia olandese ritenuta il primo nucleo esposto durante una tappa in Sud America. I report ufficiali segnalano almeno 11 casi legati alla nave, di cui nove confermati da test di laboratorio; un caso canadese è stato reso noto dalle autorità di Ottawa e condiviso con la OMS.

L’agenzia internazionale ha confermato l’approccio conservativo, valutando il rischio complessivo come basso purché vengano rispettate misure di contenimento.

Gestione dell’equipaggio e procedure a bordo

Le autorità olandesi hanno disposto misure immediate: l’equipaggio che non può tornare in patria viene sistemato in container dedicati e sottoposto a sorveglianza sanitaria, con controlli quotidiani e limitazioni agli spostamenti.

Il piano prevede inoltre che la nave sia sottoposta a una sanificazione conforme alle linee guida dei servizi sanitari pubblici olandesi prima di poter riprendere qualsiasi attività. Per evitare ulteriori imposizioni di quarantena al personale addetto alle pulizie, questi operatori lavoreranno con dispositivi di protezione individuale e procedure standardizzate che riducono il rischio di esposizione.

Ispezioni e criteri di reintegro

Prima di autorizzare la ripartenza la nave dovrà superare controlli sanitari approfonditi: ispettori pubblici effettueranno verifiche strutturali e biologiche. Le operazioni prevedono l’uso di protocolli per il decontaminare ambienti e superfici e la gestione dei rifiuti potenzialmente infetti. Solo dopo che gli organi competenti avranno accertato l’assenza di rischi residui alle condizioni operative, la MV Hondius potrà essere dichiarata nuovamente operativa.

Tracciamento, casi e valutazioni europee

Le evacua zioni dei passeggeri verso più paesi hanno attivato sistemi di sorveglianza internazionale: alcuni passeggeri e membri dell’equipaggio sono già in quarantena nei Paesi di arrivo, compresa l’Olanda. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha registrato 11 casi notificati, di cui otto confermati, due probabili e uno non conclusivo: numeri che includono i tre decessi. L’ECDC sottolinea che, in alcuni casi, la diagnosi può risultare positiva prima della comparsa dei sintomi, perciò raccomanda di tracciare i contatti utili anche nei due giorni precedenti all’insorgenza dei primi segnali clinici.

Situazione nei singoli paesi

In Europa si registrano controlli mirati: in Francia decine di contatti stretti sono in isolamento ma al momento asintomatici; in Canada è stato confermato almeno un caso tra i soggetti messi in osservazione. In Italia alcune persone sono state monitorate o ricoverate per sospetto, con esiti negativi in più di un caso e con il ministero della Salute che ha attivato sorveglianze locali. Le autorità sanitarie mantengono il monitoraggio attivo per il periodo di incubazione, che può estendersi fino a 42 giorni, per intercettare eventuali nuove positività.

Aspetti virologici e indicazioni internazionali

Per chiarire la natura dell’agente responsabile, l’Istituto Pasteur ha completato il sequenziamento di un ceppo isolato da un passeggero francese, confermando la corrispondenza con varianti note in Sud America dell’Andes virus. Non sono emersi elementi che facciano pensare a una maggiore trasmissibilità o a una virulenza superiore rispetto alle forme già documentate. L’OMS ha ribadito che, pur potendo verificarsi ulteriori casi tra esposizioni antecedenti alle misure di contenimento, il rischio di trasmissione secondaria è atteso in riduzione dopo lo sbarco e le procedure di controllo.

Implicazioni pratiche e apprendimento

L’evento ha riattivato protocolli di risposta collettiva: dall’attivazione dei meccanismi di allerta dell’Unione Europea alla gestione dei voli e dei passeggeri di ritorno. In Italia il ministro della Salute ha richiamato l’efficacia del piano pandemico 2026-2029 nel coordinamento degli interventi. Raccomandazioni chiave rimangono il tracciamento rapido dei contatti, l’uso di DPI per gli operatori e la sorveglianza clinica estesa per il periodo di incubazione: misure che, se applicate con rigore, riducono significativamente il rischio di diffusione.