> > Negoziati Usa-Iran a Islamabad: tensioni evidenti ma i colloqui vanno avanti

Negoziati Usa-Iran a Islamabad: tensioni evidenti ma i colloqui vanno avanti

Negoziati Usa-Iran a Islamabad: tensioni evidenti ma i colloqui vanno avanti

I colloqui trilaterali a Islamabad tra Usa e Iran sono proseguiti nonostante «gravi divergenze», con il Pakistan in veste di mediatore e attenzione sullo Stretto di Hormuz

Il 12 aprile 2026 la stampa iraniana e fonti internazionali hanno segnalato la conclusione del terzo round di incontro tra delegazioni degli Stati Uniti e dell’Iran nella capitale pachistana, Islamabad. Secondo l’agenzia Tasnim, vicina alle Guardie Rivoluzionarie, le due parti hanno registrato «gravi divergenze» ma hanno deciso di proseguire il dialogo nei giorni successivi.

Questo ciclo negoziale, mediato dal Pakistan, viene trattato come un tentativo di ridurre la tensione regionale e trovare intese su questioni operative e di sicurezza.

La televisione di stato iraniana e un post ufficiale su X hanno confermato che i colloqui non si sono interrotti, nonostante le divergenze citate. Le fonti parlano di una fase in cui le delegazioni stanno passando da scambi formali a contatti più tecnici, con scambio di note e messaggi scritti per cristallizzare punti d’accordo e identificare i nodi irrisolti.

In questo contesto il termine fase tecnica è ricorrente nelle ricostruzioni, a indicare un passaggio dalla politica alle questioni operative e ai dettagli implementativi.

Il ruolo del Pakistan e i protagonisti in sala

Il Pakistan è stato indicato come facilitatore dei colloqui e ha messo a disposizione sedi e mediatori per favorire l’incontro diretto. Secondo diversi media, la presenza di alte cariche e rappresentanti politici ha conferito al tavolo una dimensione trilaterale: oltre alle delegazioni di Teheran e Washington, funzionari pachistani hanno svolto funzioni di mediazione e logistica. La natura dei partecipanti e alcuni incontri di cortesia hanno sollevato l’attenzione dei cronisti per l’eventualità che si tratti di uno dei rari contatti diretti tra i due paesi sul piano diplomatico formale.

Punti chiave sul tavolo

Tra i temi centrali emersi dalle ricostruzioni vi è la questione del controllo e della sicurezza dello Stretto di Hormuz, la via d’acqua strategica per il trasporto energetico regionale. L’Iran insiste nel rivendicare un ruolo decisivo sull’area, mentre gli Stati Uniti hanno posto attenzione sulla libertà di navigazione e sulla rimozione dei rischi per le navi commerciali. Il dibattito includeva anche aspetti tecnici come il sminamento e il monitoraggio navale, con allegati tecnici e proposte operative che richiedono verifiche e garanzie reciproche.

Questioni economiche e segnali politici

Altri dossier affrontati, secondo fonti vicine ai negoziati, comprendono la gestione degli asset finanziari e le condizioni per eventuali misure economiche congiunte. L’ipotesi di uno sblocco dei beni iraniani congelati è stata menzionata nelle ricostruzioni come elemento di discussione, anche se le autorità statunitensi avrebbero fornito chiarimenti contrastanti su eventuali decisioni al riguardo. In questa fase le parti sembrano muoversi con cautela, cercando di bilanciare obiettivi politici e richieste di sicurezza operative.

Clima e gesti formali

I resoconti dei media internazionali hanno fatto riferimento a gesti di cortesia reciproca e a incontri formali tra delegazioni, descrivendo talvolta il clima come «cordiale ma teso». Scambi simbolici, come stretta di mano tra esponenti di alto livello, sono stati riportati come segnali di disponibilità al dialogo, seppur accompagnati da dichiarazioni pubbliche che ribadiscono posizioni non negoziabili. Questo contrasto tra gestualità diplomatica e fermezza verbale è una costante nelle fasi iniziali di negoziazione.

Le prospettive immediate dipendono dalla capacità delle parti di trasformare colloqui tecnici in intese operative verificabili. Il percorso negoziale potrebbe richiedere ulteriori sessioni per tradurre accordi parziali in misure concrete, e rimane aperta la possibilità di slittamenti o di estensioni temporanee del ciclo negoziale. Nel frattempo, i media continueranno a monitorare sviluppi, dichiarazioni ufficiali e segnali di convergenza su temi sensibili come la sicurezza marittima e la gestione degli asset esteri.