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Nuove risorse per l'UE: la sfida della tassa sulle grandi aziende

Nuove risorse per l'UE: la sfida della tassa sulle grandi aziende

La Commissione Europea sta valutando di ridurre l'ambito di applicazione di una nuova tassa sulle grandi imprese per superare le resistenze degli Stati membri.

La Commissione Europea si trova di fronte a una sfida complessa: come finanziare il prossimo bilancio settennale dell’Unione senza gravare eccessivamente sui contribuenti nazionali. Una delle soluzioni proposte, la tassa sulle grandi imprese, sta incontrando forti resistenze. Per superare questi ostacoli, l’esecutivo europeo sta considerando modifiche significative alla proposta iniziale.

L’obiettivo è trovare un equilibrio tra la necessità di nuove risorse finanziarie e la competitività delle imprese europee. La tassa, conosciuta come Corporate Resource for Europe (CORE) è al centro di un dibattito acceso tra istituzioni europee, governi nazionali e lobbies aziendali.

Le modifiche proposte alla tassa CORE

Per rendere la tassa più accettabile, la Commissione Europea sta valutando diverse modifiche.

Una delle principali riguarda l’aumento della soglia di applicazione. Attualmente, la tassa colpisce le imprese con un fatturato netto superiore a €100 milioni. La proposta di modifica prevede di escludere le imprese meno redditizie, come quelle del settore automobilistico tedesco.

Un altro punto critico è la modalità di calcolo della tassa. Attualmente, le imprese con un fatturato superiore a €750 milioni pagano una somma fissa, indipendentemente dal loro margine di profitto.

Questo approccio è stato criticato per la sua mancanza di equità. La Commissione sta considerando di modificare questo aspetto per tener conto delle differenze nei margini di profitto.

Le preoccupazioni sulle imprese straniere

Un ulteriore problema riguarda le imprese straniere che operano nell’UE. La tassa CORE si applica in modo uniforme sia alle imprese europee che a quelle straniere. Tuttavia, la Commissione teme che questa uniformità possa violare le regole del commercio internazionale. Per evitare questo rischio, si sta valutando l’introduzione di alcune differenziazioni.

Le altre proposte di tassazione

Oltre alla tassa CORE, la Commissione Europea ha proposto altre nuove risorse per finanziare il bilancio UE. Tra queste, la tassa sulle importazioni di carbonio (CBAM) e la tassa sulle emissioni di carbonio hanno trovato un certo consenso tra gli Stati membri. Tuttavia, altre proposte, come la tassa sui rifiuti elettronici non raccolti e la tassa sul tabacco, hanno incontrato forte opposizione.

Per superare il blocco, il Parlamento Europeo ha suggerito nuove tasse su scommesse online, criptovalute e imprese digitali. Queste proposte sono state accolte favorevolmente da alcuni governi nazionali. L’ambasciatore irlandese presso l’UE, Aingeal O’Donoghue sta valutando quale di queste tasse potrebbe ottenere il maggior supporto in vista del vertice dei leader previsto per ottobre.

In autunno, la Commissione Europea aggiornerà anche le stime di entrata per queste nuove tasse, tenendo conto delle recenti modifiche alla tassa CBAM e alla tassazione del tabacco. Gli Stati membri hanno già ridotto le dimensioni del bilancio del 2 percento rispetto alla proposta iniziale, dando alla Commissione una certa flessibilità nella riduzione delle entrate previste.

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