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Il caso di Manuela Murgia, la giovane trovata morta nel canyon della necropoli di Tuvixeddu a Cagliari il 5 febbraio 1995, ha riacceso l’interesse pubblico dopo nuove analisi scientifiche condotte sui suoi indumenti. Inizialmente archiviato come suicidio, il caso è stato riaperto nel marzo dello scorso anno grazie alle richieste della famiglia della vittima.
Riapertura delle indagini e nuovi esami
Il recente incidente probatorio ha evidenziato i risultati delle indagini condotte dai carabinieri del Ris di Cagliari, i quali hanno analizzato le tracce di DNA rinvenute sugli indumenti di Manuela. Questi accertamenti hanno portato a risultati significativi, che hanno scagionato l’unico indagato fino a quel momento, l’ex fidanzato della giovane, Enrico Astero, oggi 54enne.
Il micro-frammento gommoso
Tra i ritrovamenti più sorprendenti vi è un micro-frammento gommoso identificato durante le analisi. Gli avvocati della famiglia Murgia hanno comunicato che questo frammento presenta una forte presenza di nerofumo, rendendolo compatibile con i materiali di pneumatici venduti negli anni ’90. È significativo che l’area in cui è stata trovata Manuela fosse chiusa al traffico veicolare dal 1985, sollevando interrogativi sulla provenienza di questo materiale.
Analisi del DNA e implicazioni legali
Le analisi hanno dimostrato che il profilo genetico estratto sia da un capello rinvenuto sia dagli slip di Manuela non corrisponde a quello di Enrico Astero. Questo sviluppo ha reso necessario ulteriori indagini per identificare l’origine delle tracce biologiche. I legali della famiglia, insieme al medico legale Roberto Demontis, stanno esaminando ogni dettaglio per cercare di chiarire la dinamica degli eventi.
Possibili segni di violenza
Un altro aspetto controverso riguarda la possibilità di segni di violenza sessuale. Durante l’udienza, i consulenti hanno presentato opinioni contrastanti: mentre alcuni esperti, come Luciano Garofano, affermano che non ci sono elementi a favore di questa ipotesi, altri, come il genetista Emiliano Giardina, non escludono completamente la possibilità che si sia verificato un abuso.
Il futuro delle indagini e le speranze della famiglia
Il fascicolo è ora tornato al pubblico ministero Guido Pani, il quale deve decidere se archiviare nuovamente il caso o procedere con ulteriori accertamenti. Le famiglie di Manuela, rappresentate dagli avvocati Bachisio Mele e Giulia Lai, chiedono che non vengano trascurati eventuali nuovi sviluppi e che tutte le tracce disponibili vengano analizzate.
Elisa, sorella di Manuela, ha espresso la frustrazione e la determinazione della famiglia nel cercare giustizia. “Siamo ancora lontani dalla verità”, ha dichiarato, sottolineando che per loro la questione rimane aperta e che continueranno a lottare per ottenere risposte definitive.