La presidente della Commissione europeaUrsula von der Leyen, ha messo sul tavolo un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia con misure mirate a colpire sia persone sia flussi economici. Tra le novità più rilevanti spicca la proposta di impedire l’ingresso in Europa a chiunque abbia prestato servizio nelle forze armate russe dall’inizio del conflitto in Ucraina, misura pensata per rendere il continente off-limits a chi ha partecipato all’invasione.
Il pacchetto include inoltre interventi economici strutturati attorno al settore energetico, misure finanziarie e restrizioni commerciali su prodotti specifici. Le proposte ora passeranno all’esame dei 27 Stati membri dell’UEche devono esprimersi all’unanimità per la loro adozione.
Divieto d’ingresso per militari russi e misure contro catene di elusione
La proposta di Bruxelles introduce un divieto d’ingresso per «chi ha servito nelle forze armate russe» dall’inizio della guerra, con l’obiettivo di limitare la libertà di circolazione dei partecipanti al conflitto. Accanto a questa misura personale, il pacchetto punta a stringere le maglie contro strumenti utilizzati per aggirare le sanzioni: tra le contromisure previste ci sono restrizioni rivolte a piattaforme cryptoistituti bancari e operatori terzi coinvolti nel commercio di petrolio.
Per ridurre la capacità della Russia di monetizzare le esportazioni energetiche, l’UE prevede inoltre il inserimento in blacklist di altri 30 grandi trasportatori marittimi appartenenti alla cosiddetta shadow fleet. Queste navi sono state spesso usate per spostare greggio aggirando controlli e limiti e la loro esclusione ha lo scopo di complicare ulteriormente la logistica delle vendite internazionali di petrolio russo.
Restrizioni commerciali e imprese straniere coinvolte
Il pacchetto estende i divieti commerciali anche ad alcuni settori specifici: tra i beni citati figurano determinati prodotti ittici come il merluzzo e l’Alaska Pollock. Inoltre, Bruxelles ha proposto di vietare l’acquisto di beni europei da parte di 14 società con sede nella Cina continentale e a Hong Kong che, secondo l’UE, avrebbero fornito materiale con possibile uso militare alla Russia. L’obiettivo dichiarato è bloccare canali di rifornimento che rafforzerebbero l’apparato bellico di Mosca.
Congelamento del meccanismo del price cap e implicazioni sul mercato
Un altro elemento centrale della proposta è il congelamento del meccanismo di adeguamento del price cap sul greggio russo, fissato al momento intorno a 44 dollari al barile. Bruxelles propone di mantenere questo livello fino a gennaio per non permettere al Cremlino di beneficiare dello scatto dei prezzi provocato dalla crisi nello Stretto di Hormuzche rischerebbe di far salire il livello di riferimento fino a 70 dollari senza interventi coordinati.
Secondo la Commissione, il meccanismo originale non era pensato per shock di mercato di questo tipo e la sospensione temporanea mira a stabilizzare i mercati mantenendo al contempo pressione sulle entrate energetiche russe. Von der Leyen ha sottolineato che «la nostra costanza paga» e che «the price Russia pays is heavier by the day», evidenziando come l’impatto economico delle sanzioni ricada sul piano interno russo, con effetti su stagnazione e tenore di vita.
Contesto politico dentro e fuori l’UE
Il percorso di approvazione non è automatico: i 27 Stati membri devono approvare il pacchetto all’unanimità. Fonti legate al dossier hanno indicato che, con il venir meno dell’opposizione esplicita di leader come Viktor Orban, la resistenza di alcuni governi potrebbe essere attenuata, ma resta comunque necessario un lavoro politico coordinato per raggiungere il via libera definitivo.
Nel frattempo, la dimensione diplomatica della crisi resta al centro delle discussioni con l’Ucraina che chiede un ruolo protagonista nel processo di pace. A Tallinn, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito che l’Europa deve essere una forza determinata per obbligare Vladimir Putin a cessare le ostilità, affermando che «Dobbiamo essere chiari con noi stessi e con la Russia» e sostenendo l’idea di un cessate il fuoco incondizionato come primo passo verso negoziati più ampi.
La proposta della Commissione riassume quindi una strategia che combina misure restrittive mirate alla persona, strumenti economici per limitare le entrate da idrocarburi e azioni per interrompere reti di supporto esterno. Il pacchetto ora entrerà nella fase di negoziazione politica tra gli Stati membri dell’UE, mentre gli sviluppi sul campo e le dinamiche di mercato legate allo Stretto di Hormuz continueranno a influenzare la discussione.
