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Raid Usa contro l'Iran dopo abbattimento dell'elicottero Apache: la replica di Teheran

Raid Usa contro l'Iran dopo abbattimento dell'elicottero Apache: la replica di Teheran

Il confronto tra Usa e Iran entra in una fase più critica tra raid, ritorsioni e crescenti preoccupazioni per la stabilità del territorio.

L’escalation tra Usa e Iran apre una nuova fase di forte instabilità nel Golfo Persico. Dopo i raid americani contro obiettivi militari iraniani, Teheran ha risposto con attacchi contro installazioni statunitensi nella regione, alimentando il rischio di un conflitto più ampio e coinvolgendo diversi Paesi dell’area.

Nuovi raid contro l’Iran dopo abbattimento di elicottero Usa. Trump: “Voglio offensiva potente”

La tensione nel Golfo Persico ha raggiunto un nuovo livello dopo una serie di operazioni militari condotte dagli Stati Uniti contro infrastrutture strategiche iraniane. Secondo fonti americane, i raid avrebbero preso di mira sistemi di difesa aerea, radar di sorveglianza, stazioni di controllo e altre installazioni militari situate nei pressi dello Stretto di Hormuz.

Sono appena stato informato dalle nostre forze armate che ieri sera gli iraniani hanno abbattuto uno dei nostri elicotteri Apache. I due piloti a bordo stanno bene e non hanno riportato ferite. Ciononostante, gli Stati Uniti devono, per necessità, rispondere a questo attacco“, aveva scritto Trump su Truth. Washington ha presentato l’azione come una risposta all’abbattimento di un elicottero statunitense da parte delle forze di Teheran.

Nelle stesse ore, i media locali iraniani hanno riferito di esplosioni in diverse aree del sud del Paese, tra cui Qeshm, Bandar Abbas e Sirik, dove sarebbero stati danneggiati anche due acquedotti, provocando interruzioni nell’approvvigionamento di acqua potabile.

La reazione iraniana non si è fatta attendere. Le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato il lancio di droni contro obiettivi militari statunitensi in Bahrein, Kuwait e Giordania, sostenendo di aver colpito anche la Quinta Flotta americana. In Bahrein sono state attivate le sirene antiaeree e le autorità hanno invitato la popolazione a cercare immediatamente riparo. Teheran ha inoltre rivendicato l’attacco contro numerose strutture militari americane nella regione e l’abbattimento di un drone MQ-9 nella provincia di Bushehr.

Il Comando centrale di Khatam al-Anbiya ha lanciato un duro avvertimento agli Stati Uniti, dichiarando che l’esercito criminale degli Stati Uniti deve sapere che, se la sua aggressione continuerà, l’Iran risponderà con attacchi più gravi e diffusi contro obiettivi designati nella regione. Anche il presidente Donald Trump ha assunto una posizione ferma, affermando di voler una risposta potente nei confronti dell’Iran.

Nuovi raid Usa contro l’Iran: diplomazia regionale e accuse di violazione del diritto internazionale

Parallelamente allo scontro militare, si è intensificata l’attività diplomatica. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto colloqui telefonici con i suoi omologhi di Turchia e Arabia Saudita per discutere delle conseguenze degli attacchi americani contro il territorio iraniano. Durante le conversazioni, il capo della diplomazia di Teheran ha denunciato quella che considera una grave violazione della sovranità nazionale e dell’integrità territoriale del Paese, ribadendo il diritto dell’Iran a reagire militarmente nell’ambito della legittima difesa. Nella nota diffusa dal ministero degli Esteri si sottolinea che gli Stati Uniti avrebbero compiuto un’aggressione diretta contro l’Iran e che le forze armate iraniane sono autorizzate a rispondere in modo proporzionato.

Il governo iraniano ha definito i bombardamenti statunitensi una violazione manifesta della Carta delle Nazioni Unite, accusando Washington di aver dimostrato ancora una volta una natura ostile e incline alla guerra. Teheran ha inoltre rivolto un appello ai Paesi del Golfo affinché impediscano l’utilizzo dei propri territori e delle proprie infrastrutture da parte degli Stati Uniti e di Israele per operazioni ostili contro la Repubblica Islamica. I

In un ulteriore comunicato, il ministero degli Esteri ha ribadito che l’Iran non esiterà a colpire basi e strutture logistiche utilizzate per sostenere eventuali azioni militari contro il Paese. Sul piano politico internazionale, Teheran ha richiamato le Nazioni Unite e il Consiglio di Sicurezza alle proprie responsabilità nel garantire la stabilità globale e nell’accertare le responsabilità di quelli che considera atti di aggressione. Nel frattempo, il quadro regionale resta estremamente instabile: Israele continua le proprie operazioni militari nel Libano meridionale, mentre in Italia il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito inaccettabili e indegne le dichiarazioni del ministro israeliano Itamar Ben Gvir rivolte al nostro Paese.