Tre mesi dopo il ritrovamento del corpo di Mikel Rroku nel suo appartamento alla periferia di Torino, le indagini hanno portato all’arresto della moglie Laura Bordello e del nuovo compagno Duccio Fragiacomo. Secondo l’accusa, il 55enne sarebbe stato vittima di un omicidio premeditato, al termine di un piano che avrebbe incluso anche precedenti tentativi di avvelenamento e accoltellamento.
Omicidio del pizzaiolo a Torino: il corpo trovato dopo giorni
Per settimane il caso della morte di Mikel Rroku, pizzaiolo di 55 anni originario dell’Albania, è rimasto avvolto nel mistero. L’uomo era stato trovato senza vita il 6 luglio all’interno del suo appartamento di via Verolengo 185, a Torino, nel quartiere Lucento.
Il cadavere era già in avanzato stato di decomposizione e furono i vicini, insospettiti dal forte odore proveniente dall’abitazione, a far scattare l’allarme. I primi accertamenti medico-legali avevano evidenziato una grave lesione alla testa, compatibile con un colpo inferto con un oggetto contundente, facendo rapidamente tramontare le ipotesi iniziali di un malore o di un suicidio.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’omicidio sarebbe avvenuto il 30 giugno, alcuni giorni prima del ritrovamento. Il delitto, secondo l’accusa, sarebbe stato preceduto da diversi tentativi di individuare un modo per eliminare Rroku: prima l’avvelenamento, poi l’ipotesi di un’aggressione con un coltello. Il piano sarebbe infine culminato nell’agguato all’interno della casa, dove Rroku sarebbe stato colpito più volte alla testa, anche dopo essere caduto a terra, probabilmente con un martello. L’arma del delitto, tuttavia, non è stata ritrovata.
Omicidio del pizzaiolo a Torino: i messaggi choc della ex moglie all’amica
A tre mesi dalla scoperta del cadavere, i carabinieri del Nucleo investigativo di Torino hanno arrestato Laura Bordello, 45 anni, moglie della vittima, e Duccio Fragiacomo, 52 anni, nuovo compagno della donna. Per entrambi è stata disposta la custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio premeditato. A collocare la coppia nell’appartamento intorno a mezzogiorno, momento ritenuto compatibile con la morte di Rroku, sarebbero stati anche i dati delle celle telefoniche. Come riportato da Il Corriere Adriatico, a questi elementi si sono aggiunti intercettazioni, analisi dei dispositivi e conversazioni tra i due, nelle quali avrebbero discusso su come ricostruire la vicenda e su cosa raccontare agli investigatori.
Dalle indagini sarebbe emerso inoltre che la coppia avrebbe preso in considerazione una fuga all’estero, effettuando ricerche sul trasferimento in Canada e in altri Paesi del Nord America. Particolarmente rilevanti, secondo le ricostruzioni più recenti, sarebbero state anche alcune ricerche online relative all’utilizzo di sostanze letali. La stampa ha riferito di una ricerca attribuita alla donna nella quale compariva la domanda: «Quanti ml di metadone sono necessari per uccidere un uomo di 120 chili».
Gli investigatori ritengono che alla base del progetto ci fosse la volontà di eliminare quello che la coppia avrebbe considerato un ostacolo alla propria relazione. Rroku, infatti, aveva accettato la separazione, ma l’appartamento di edilizia popolare in cui viveva sarebbe stato un ulteriore elemento di interesse: secondo l’ipotesi investigativa, Bordello avrebbe voluto trasferirsi lì con Fragiacomo. I due si erano conosciuti nell’aprile scorso durante un periodo trascorso nella stessa struttura riabilitativa e, dopo aver iniziato una relazione, avrebbero cominciato a progettare la vita insieme.
Come riportato da Dentro La Notizia, in una chat con un’amica, alla donna viene attribuita la frase: «Voglio ucciderlo, non lo sopporto più». Si tratta, anche in questo caso, di elementi al vaglio dell’autorità giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta.
