Il procedimento riguarda l’omicidio di Sara Centelleghe, studentessa di 18 anni, avvenuto nella notte tra il 25 e il 26 ottobre 2024 a Costa Volpino, concluso con la condanna all’ergastolo dell’imputato. Secondo quanto ricostruito in aula, la giovane è stata aggredita nella propria abitazione in un episodio di estrema violenza, che ha portato la Corte d’Assise di Bergamo a riconoscere le aggravanti e a emettere la massima pena.
Omicidio Sara Centelleghe, uccisa con 77 colpi di forbice: imputato condannato all’ergastolo
Come riportato da Sky Tg24, la Corte d’Assise di Bergamo pare abbia inflitto l’ergastolo a Jashandeep Badhan, ventenne di origini indiane che avrebbe ammesso le proprie responsabilità nel caso dell’uccisione di Sara Centelleghe, studentessa diciottenne. Il fatto risale alla notte tra il 25 e il 26 ottobre 2024, quando la ragazza venne aggredita nella sua abitazione a Costa Volpino e trovata senza vita sul pianerottolo del terzo piano.
L’attacco fu particolarmente violento, con decine di colpi inferti e un tentativo di strangolamento, prima della fuga dell’imputato.
Nel dispositivo, i giudici presieduti da Ingrascì con a latere Palermo avrebbero riconosciuto le aggravanti della crudeltà e del collegamento tra la rapina del cellulare e l’omicidio, ritenendo le attenuanti generiche non sufficienti a ridurre la pena. Sarebbe stata inoltre disposta una provvisionale immediatamente esecutiva di 25 mila euro per ciascun genitore, parti civili nel procedimento.
La pm Latorraca aveva chiesto la condanna al massimo della pena, sostenendo la presenza delle aggravanti contestate.
Omicidio Sara Centelleghe, imputato condannato all’ergastolo: la reazione della famiglia
Come riportato da Il Giorno, all’uscita dalla Corte, la madre della giovane, Marilisa Gambarini, è scoppiata in lacrime senza rilasciare dichiarazioni, mentre il padre Vittorio Centelleghe ha commentato: “Non ci speravo, ma giustizia è fatta, sono soddisfatto. È andata bene. È stata durissima ascoltare in aula quello che ha passato Sara. Speriamo di trovare un po’ di tranquillità”. Ha poi aggiunto: “Quella sera l’avevo sentita al telefono”. La sentenza è arrivata dopo oltre tre ore di camera di consiglio e prevede anche due mesi di isolamento diurno per l’imputato.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Portaluppi, ha annunciato il ricorso in appello, contestando in particolare il riconoscimento dell’aggravante della crudeltà. Secondo la ricostruzione accusatoria, Badhan avrebbe raggiunto l’abitazione passando dai locali interrati dopo aver assunto alcol e stupefacenti, con l’intento iniziale di reperire droga. L’aggressione sarebbe iniziata improvvisamente dopo l’incontro con la ragazza, culminando in una violenza estrema e nella successiva sottrazione del telefono. Le indagini dei carabinieri hanno poi permesso di risalire rapidamente all’imputato grazie alle tracce lasciate sulla scena del crimine.