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“Sono 21", ecco cos'è il se**o per Andrea Sempio: l'elenco delle atrocità

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Andrea Sempio è sempre più al centro del caso Garlasco, l'accusa avrebbe portato all'attenzione della Procura di Pavia elementi che sarebbero utili a provare la colpevolezza del 38enne.

Il caso di Garlasco è entrato nel vivo dopo che il nome di Andrea Sempio è tornato prepotentemente al centro della scena, talmente tanto da considerarlo come principale indagato dell’omicidio di Chiara Poggi. Uno scenario che cambierebbe completamente la narrazione che è stata raccontata per quasi 19 anni. A svelare tutto questo l’accusa con prove concrete.

Il profilo di Sempio e la visione distorta del rapporto con l’altro sesso

Il nome di Andrea Sempio è oggi più che mai al centro dell’interesse mediatico per il suo possibile ruolo nell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto del 2007 nella villetta dei genitori a Garlasco.

Ora dato che è sotto indagine si starebbe lavorando al fine di tracciare un profilo psicologico dell’indagato e secondo quanto sarebbe in possesso dell’accusa emergerebbe un uomo con una visione distorta del sesso femminile.

Questa visione sarebbe il frutto di rifiuti avuti in passato che lo avrebbero reso ossessionato dalle donne e dall’idea del sesso violento, questa ossessione, sempre secondo l’accusa ci sarebbe stata anche per Chiara Poggi. Le ultime intercettazioni mostrerebbero Sempio vacillare ricordando i contatti con lei, mostrando rabbia per il comportamento della ragazza nei suoi confronti.

I 21 elementi chiave contro Sempio

L’accusa avrebbe raccolto 21 elementi chiave volti a provare la colpevolezza di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, prove che se validate riscriverebbero questo caso d’omicidio divenuto uno dei più discussi degli anni 2000.

Di questi 21 elementi spiccherebbero: l’assenza di un’alibi vera e propria, il biglietto del parcheggio sarebbe incompatibile con l’orario dell’omicidio; l’essere andato sul luogo del delitto per ben due volte il giorno in cui Chiara è stata uccisa, la prima per commettere il fatto e la seconda nel pomeriggio per osservare l’abitazione dall’esterno.

Inoltre il suo sentirsi fisicamente male durante l’interrogatorio effettuato nel 2008; oltre 10 anni fa si sarebbe preoccupato relativamente agli elementi probatori come il DNA ritrovato sotto le unghie della vittima.

Poi la celebre “impronta 33” trovata sul muro, compatibile con una mano bagnata e non solo sudata, il cui DNA è catalogabile a Sempio.

Il movente dell’assassinio sarebbe legato, come riporta The Social Post al rifiuto di Chiara nei suoi confronti maturato dopo aver visionato i filmati di Chiara e Alberto “contenuti nella penna” come dichiarato dallo stesso Sempio durante le intercettazioni.

Infine gli scritti sia cartacei che sui forum che delineano come non rispettasse per nulla la dimensione intima del genere femminile. Ora bisognerà vedere come risponderanno i legali di Sempio dopo che sono emersi questi elementi indiziari che minano pesantemente la sua posizione.