Il caso della cosiddetta “famiglia del bosco” continua a essere al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica. Le decisioni del Tribunale per i minorenni dell’Aquila hanno infatti confermato la permanenza dei tre figli in una struttura protetta e la separazione dalla madre, mentre si susseguono sviluppi sul piano legale e familiare che mantengono aperta la vicenda senza soluzioni di ricongiungimento nel breve periodo.
Famiglia nel bosco: nuovi sviluppi legali e condizioni dei minori
Sul piano difensivo si registra un cambiamento significativo: gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas hanno rinunciato al mandato, motivando la scelta con una divergenza di vedute, sintetizzata nella dichiarazione “Non c’era una visione comune”. La rappresentanza legale della coppia composta da Nathan Trevallion e dalla madre è ora affidata all’ex senatore della Lega Simone Pillon, esperto di diritto di famiglia e già noto per il suo ruolo nel Family Day.
Parallelamente, come riportato da Sky Tg24, si registra un aggiornamento sulle condizioni dei minori: la figlia più piccola, ricoverata il 5 maggio per problemi respiratori, è stata dimessa dall’ospedale ed è in buone condizioni di salute. La bambina farà ritorno nella struttura protetta dove si trovano i fratelli dal novembre scorso, periodo in cui il Tribunale aveva sospeso la responsabilità genitoriale dei genitori.
Anche in questa fase, dunque, resta confermata la separazione del nucleo familiare, senza sviluppi immediati verso un ricongiungimento.
“La mamma non può tornare a vivere con i figli”: la decisione dei giudici sulla famiglia nel bosco
Stando alle indiscrezioni riportate da Tgcom24, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila avrebbe respinto integralmente il ricorso presentato dalla difesa della cosiddetta “famiglia del bosco”, confermando quanto stabilito nell’ordinanza del 6 marzo. Con questa decisione viene ribadito l’allontanamento della madre Catherine Birmingham dalla struttura protetta di Vasto (Chieti), dove i tre figli si trovano da oltre sei mesi. I giudici, interpellati in seguito a un passaggio della Corte d’Appello che aveva giudicato il reclamo improcedibile, hanno quindi mantenuto ogni punto del provvedimento, sostenendo che “la presenza materna non giova ai piccoli”.
Nella stessa fase procedurale era stata inizialmente ipotizzata anche la collocazione dei minori in un altro istituto, come previsto nell’ordinanza del 6 marzo, salvo poi una revisione della decisione che ha confermato la permanenza dei bambini nella casa famiglia senza la madre. In questa linea si inserisce la posizione riportata dalla sentenza, secondo cui “La mamma non può tornare a vivere con i figli”, sancendo di fatto la prosecuzione della separazione tra madre e figli.