La vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco si arricchisce di un nuovo capitolo giudiziario: il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati della coppia e ha confermato l’ordinanza del 6 marzo che dispone l’allontanamento della madre dalla struttura in cui sono ospitati i tre figli da oltre sei mesi.
La decisione segue la pronuncia della Corte d’Appello dell’Aquila che aveva giudicato il reclamo “improcedibile” e ha portato i giudici a rigettare l’istanza sui punti contestati.
Alle contestazioni giudiziarie si intrecciano aspetti sanitari e organizzativi: i tre minori sono rimasti nella casa famiglia di Vasto, mentre una delle figlie è stata ricoverata da qualche giorno al pediatrico di Vasto per una crisi respiratoria, con visite ai genitori limitate secondo i turni stabiliti.
Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas avevano depositato un ricorso di 37 pagine il 18 marzo, sostenendo che la misura fosse stata adottata in modo unilaterale e facendo riferimento, tra l’altro, a relazioni diverse prodotte dalle parti.
Le motivazioni del rigetto
I giudici hanno rigettato l’istanza nel merito, confermando l’allontanamento della madre dalla struttura protetta.
Nel fascicolo il Tribunale si è basato su valutazioni dei servizi sociali che, a loro volta, avevano motivato il provvedimento originario. La difesa aveva invece sottolineato la presenza di una relazione dell’ASL che invitava a favorire la continuità dei legami affettivi e a ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva, argomentando che le mancanze rilevate in precedenza erano state sanate.
Argomenti della difesa e documentazione
Nel ricorso si evidenziava la presunta “unilateralità” dell’ordinanza e si ricordava che precedentemente, con altro provvedimento del novembre 2026, i minori erano stati tolti dall’ambiente domestico considerato insalubre ma accompagnati dalla madre. I legali hanno richiamato le relazioni dei periti di parte che attestano interventi sull’abitazione, l’aggiornamento delle vaccinazioni e l’iscrizione a scuola dei bambini, chiedendo il ricongiungimento familiare e il recupero della responsabilità genitoriale.
Questioni di privacy e tutela dei minori
La vicenda ha sollevato anche un dibattito sulla riservatezza: la Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, ha denunciato un clima di ostilità verso le istituzioni e una violazione della privacy dei minori, definita “inaccettabile e preoccupante“. De Febis ha invitato a rispettare la Carta di Treviso e a evitare la pubblicazione di dettagli che rendano identificabili i bambini, sottolineando il rischio che in futuro vengano giudicati per il passato piuttosto che per le loro vite future.
La critica al trattamento mediatico
Secondo la garante, l’attenzione mediatica esasperata ha contribuito a una rappresentazione distorta del caso e a una possibile stigmatizzazione dei minori. È stata richiesta l’intervento dell’Ordine dei Giornalisti per richiamare il rispetto delle norme deontologiche: la tutela dei soggetti vulnerabili richiede che la riservatezza prevalga sul diritto di cronaca quando sono coinvolti bambini.
Stato attuale e prospettive
Al momento i tre bambini restano nella casa famiglia di Vasto e la sospensione della responsabilità genitoriale rimane in vigore. Il Tribunale, con una decisione resa nota il 1 aprile, aveva sospeso il trasferimento in altra struttura, dopo che la casa famiglia stessa aveva espresso disponibilità a proseguire l’accoglienza in via temporanea. Restano aperte le valutazioni tecniche e le consulenze psichiatriche di parte, contestate dalla difesa che ha evidenziato la condizione emotiva dei genitori al momento delle valutazioni, in particolare in relazione ai test svolti il 6 marzo.
Nei prossimi passi si profilano ulteriori audizioni e verifiche: il percorso amministrativo e giudiziario continuerà a intrecciarsi con gli interventi dei servizi sociali e delle autorità sanitarie, mentre la tutela della privacy e il reinserimento familiare restano questioni centrali. La decisione del Tribunale segna una fase importante della vicenda, ma non esaurisce le possibilità di intervento né le problematiche sociali che l’hanno resa nota.