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Ctp, la Corte dei conti accusa De Magistris: ricapitalizzazione al centro del procedimento

Ctp, la Corte dei conti accusa De Magistris: ricapitalizzazione al centro del procedimento

La Procura contabile contesta la ricapitalizzazione del 2019 e stima un danno oltre 23 milioni; l'ex sindaco respinge ogni addebito e parla di scelta a tutela del servizio pubblico

La Procura regionale della Corte dei conti della Campania ha formalmente chiamato in giudizio Luigi De Magistris in relazione alla ricapitalizzazione della società di trasporto provinciale Ctp, intervento deciso nel 2019 dalla Città metropolitana di Napoli. L’iniziativa contabile attribuisce all’operazione un danno erariale stimato in oltre 23 milioni di euro, collegandolo al successivo fallimento dell’azienda avvenuto nel 2026.

La vicenda è emersa in una conferenza stampa della Procura e avvia un percorso giudiziario che coinvolge più responsabili amministrativi dell’ente metropolitano.

I fatti e l’accusa

Secondo la contestazione della Procura, la decisione di ricapitalizzare la partecipata non avrebbe avuto l’effetto sperato di evitare il dissesto, con la conseguenza di generare un pregiudizio finanziario per le casse pubbliche.

L’atto del 2019 è quindi al centro dell’istruttoria che valuta le scelte tecnico-amministrative adottate all’epoca. La denuncia punta a ricostruire se le determinazioni prese siano state proporzionate, motivate e supportate da elementi di fattibilità tali da giustificare l’impiego di risorse pubbliche per il salvataggio dell’impresa.

La ricapitalizzazione del 2019

La misura approvata nel 2019 prevedeva in sostanza un apporto di capitale volto a sostenere la Ctp nel suo ciclo di riorganizzazione. Per la Procura, però, quell’intervento non ha evitato il fallimento conseguito nel 2026, motivo per cui viene valutato come causa di un danno erariale. È ora al vaglio degli inquirenti accertare le procedure che accompagnarono la delibera: pareri, valutazioni tecniche e la presenza di eventuali alternative non esplorate.

Chi è chiamato a rispondere

Oltre a Luigi De Magistris, la Procura ha citato complessivamente otto persone coinvolte nelle scelte gestionali della Città metropolitana di Napoli. Nell’elenco figurano l’allora direttore generale, il segretario generale e i membri del collegio dei revisori dei conti. L’accusa riguarda la responsabilità contabile connessa alla ricapitalizzazione e alla gestione della partecipata, e la contestazione include la quantificazione del danno stimato in oltre 23 milioni di euro.

Il danno contestato e il calendario giudiziario

La Procura contabile ha fissato la prima udienza davanti alla sezione giurisdizionale della Corte dei conti per il 10 novembre 2026. In quella sede verranno esaminate le imputazioni e saranno assunte le prove documentali relative alle scelte finanziarie dell’ente. Il procedimento si inserisce in un quadro più ampio di verifiche sulle partecipate e sulle strategie adottate dall’amministrazione metropolitana negli anni immediatamente precedenti il fallimento della società di trasporto.

Le ragioni della difesa di De Magistris

Luigi De Magistris ha respinto con decisione le accuse, sostenendo di aver agito nell’interesse del bene comune e per tutelare un servizio pubblico di rilevanza costituzionale. Nelle sue dichiarazioni pubbliche l’ex sindaco ha ricordato che la ricapitalizzazione fu concordata con gli uffici tecnici e con i dirigenti competenti e che l’obiettivo era preservare l’occupazione di centinaia di famiglie e garantire la continuità del trasporto provinciale. Ha definito la vicenda «paradossale» e ha sottolineato la fiducia in magistrati indipendenti chiamati ad accertare la correttezza degli atti.

Contesto e implicazioni politiche

De Magistris ha inoltre sostenuto che il piano di rilancio non fu portato a termine a causa della conclusione del suo mandato e di scelte successive da parte di chi lo ha sostituito, implicando responsabilità anche oltre il perimetro temporale della ricapitalizzazione. L’ex sindaco ha fatto riferimento a contrasti con poteri esterni e a un lungo contenzioso che, a suo dire, nasce dalla sua esperienza istituzionale e dalla linea politica adottata per difendere le aziende pubbliche. La fase processuale sarà determinante per chiarire ruoli, responsabilità e profili di eventuale responsabilità contabile.

Il procedimento promosso dalla Procura regionale della Corte dei conti della Campania rappresenta un passaggio cruciale per la ricostruzione della vicenda Ctp. Quando il dibattimento prenderà il via il 10 novembre 2026, si entrerà nel merito delle scelte amministrative, delle valutazioni tecniche e delle conseguenze finanziarie per l’ente. Resta sullo sfondo il nodo politico e sociale legato alla tutela del servizio pubblico e alla protezione dell’occupazione, temi che continueranno a permeare il dibattito attorno a questa complessa vicenda.