È ricoverata in ospedale una bimba della cosiddetta “famiglia nel bosco”, una delle tre figlie, dopo una crisi respiratoria. Il caso si colloca in una vicenda già oggetto di provvedimenti e verifiche da parte della magistratura minorile.
Tutela dei minori e sviluppi giudiziari sul caso della famiglia nel bosco
Sul caso è intervenuta anche la Garante per l’Infanzia della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di tutelare la riservatezza dei minori: “mio malgrado mi trovo costretta” a fornire chiarimenti, ha dichiarato all’Ansa, sottolineando come il diritto alla privacy sia garantito “prima di tutto dall’etica e poi dalla legge”.
Ha inoltre precisato che il ricovero è stato disposto “in via meramente precauzionale”, con piena informazione ai genitori.
Il contesto familiare resta segnato da una complessa vicenda giudiziaria. La Corte d’Appello dell’Aquila ha infatti respinto il ricorso dei legali dei coniugi Trevallion contro il provvedimento del Tribunale per i minorenni che aveva disposto l’allontanamento dei figli e la loro collocazione in una struttura.
In questo quadro, il caso continua a suscitare attenzione pubblica e istituzionale, con ulteriori reazioni politiche e richiami alla tutela dei minori, mentre si ribadisce che la situazione sanitaria della bambina sarebbe sotto controllo e in evoluzione favorevole.
Famiglia nel bosco, bimba ricoverata in ospedale: le sue condizioni
Come riportato dall’Adnkronos, una delle tre figlie di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, la cosiddetta “famiglia nel bosco”, si trova attualmente ricoverata in ospedale a seguito di un episodio respiratorio acuto.
La notizia è stata diffusa tramite i social dalla Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Marina Terragni, che sui social ha precisato: “La mamma non è con lei”. In un successivo aggiornamento avrebbe spiegato che, secondo quanto comunicato dalla struttura sanitaria, la bambina sarebbe in cura “da domenica per una ‘patologia ostruttiva’”, con la presenza accanto a lei di educatrici, mentre ai genitori sarebbe consentito farle visita.
Le condizioni cliniche, stando alle informazioni circolate, non desterebbero particolare allarme e potrebbero essere riconducibili a una sindrome stagionale. La gestione del ricovero sarebbe stata definita come prudenziale, con assistenza costante da parte del personale sanitario e monitoraggio continuo. In questo quadro, i genitori risultano comunque informati e presenti con visite regolari, mentre si attende un miglioramento per procedere alle dimissioni.