> > Catturato a Tirana un ricercato internazionale condannato per traffico di droga

Catturato a Tirana un ricercato internazionale condannato per traffico di droga

Catturato a Tirana un ricercato internazionale condannato per traffico di droga

Un uomo ritenuto elemento di spicco di un'organizzazione dedita al narcotraffico è stato fermato a Tirana dopo una indagine internazionale che coinvolgeva la Squadra Mobile e Interpol

Un uomo di 45 anni di nazionalità albanese, indicato come figura di primo piano nel narcotraffico, è stato arrestato a Tirana al termine di un’operazione congiunta tra la Squadra Mobile di Venezia e le forze di polizia del paese delle Aquile. L’arresto ha posto fine a uno stato di latitanza durato dal 2026 e si è svolto dopo l’attivazione di una red notice emessa dal Segretariato generale di Interpol a Lione, strumento che ha permesso di localizzare e fermare il ricercato all’estero.

Le indagini che hanno portato alla condanna e alla successiva ricerca dell’uomo erano iniziate in Italia tra il 2019 e il 2026 sotto il coordinamento della Procura distrettuale di Venezia e con attività operative condotte dalla Squadra Mobile locale. Il provvedimento giudiziario che ha reso definitiva la responsabilità dell’indagato riguarda l’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e il reato di spaccio, con accertamenti che hanno ricostruito la struttura e le dinamiche dell’organizzazione.

L’operazione e la fase esecutiva

La cattura a Tirana è il risultato di un’azione coordinata che ha combinato attività investigative tradizionali e scambi di informazioni internazionali. Le autorità italiane hanno seguito il soggetto per mesi, sfruttando canali di cooperazione con la polizia albanese e con i servizi internazionali. L’uomo, ricercato con una red notice di Interpol, è stato individuato e bloccato senza disordini, consentendo il passaggio delle procedure per l’eventuale estradizione o altre misure giudiziarie previste dalle normative internazionali.

Cooperazione internazionale e strumenti legali

Il caso evidenzia l’importanza di strumenti come la red notice e delle banche dati condivise per il contrasto al crimine transnazionale. La collaborazione tra la Squadra Mobile di Venezia, le autorità locali di Tirana e il Segretariato di Interpol ha accelerato i tempi di localizzazione del latitante, mostrando come il lavoro congiunto tra polizie nazionali e organismi internazionali sia determinante nella ricerca e nella cattura di soggetti di alto profilo.

Il profilo giudiziario e il ruolo nell’organizzazione

Secondo la sentenza della Corte d’Appello che ha confermato la condanna, l’uomo è stato ritenuto un elemento di spicco di una rete criminale radicata nel territorio veneziano. Le indagini ricostruirono il suo ruolo come vertice operativo e decisionale: dalla gestione dei canali di approvvigionamento della cocaina alla direzione della rete di distribuzione nelle piazze di spaccio anche nel resto del Veneto. La condanna in via definitiva riguarda sia l’associazione che i singoli episodi di traffico e spaccio documentati nel procedimento.

Trasferimenti e modus operandi

All’epoca dei fatti il soggetto viveva a Mestre e successivamente si era trasferito a Dubai, circostanza che testimonia la dimensione internazionale dell’attività criminale. Le modalità operative ricostruite dagli investigatori includono l’uso di canali consolidati per l’importazione di stupefacenti e una catena logistica per la distribuzione locale, elementi che hanno portato la Procura di Venezia a delinearne un ruolo di coordinamento e responsabilità diretta all’interno del sodalizio.

Le indagini per la cattura e il progetto “Wanted”

La ricerca del latitante è stata condotta con il supporto dello Sco nell’ambito del progetto “Wanted”, un’iniziativa pensata per individuare e arrestare latitanti di alto profilo sia in Italia che all’estero. Questo progetto mette in campo risorse investigative dedicate, strumenti tecnico-operativi e flussi informativi internazionali per seguire i movimenti dei ricercati e coordinare le operazioni di polizia necessarie alla loro cattura.

L’episodio conferma come il contrasto al narcotraffico richieda non solo attività investigative locali, ma anche una rete di cooperazione istituzionale che attraversi confini e giurisdizioni. L’arresto a Tirana chiude una fase della vicenda giudiziaria e apre i passaggi formali successivi per l’applicazione delle misure previste dalla legge, con la prosecuzione dell’azione penale secondo i canali istituzionali competenti.