> > Gestori condannati a 17 anni per l'omicidio avvenuto nel bar di viale Cermenate

Gestori condannati a 17 anni per l'omicidio avvenuto nel bar di viale Cermenate

Gestori condannati a 17 anni per l'omicidio avvenuto nel bar di viale Cermenate

La Corte d'Assise di Milano ha inflitto due pene da 17 anni per l'omicidio di Eros Di Ronza, riconoscendo l'attenuante della provocazione e disponendo risarcimenti ai familiari

Il tribunale ha pronunciato una sentenza che chiude la fase processuale per un episodio di violenza consumatosi all’interno di un’attività commerciale a Milano. La vicenda riguarda la morte di Eros Di Ronza, 37 anni, avvenuta il 17 ottobre 2026 dopo un tentativo di furto di gratta e vinci all’interno del bar gestito dai due imputati.

Le parole dei giudici e le misure civili disposte per i familiari segnano il capitolo giudiziario di questo caso.

La decisione della Corte d’Assise di Milano ha visto la condanna di entrambi i gestori a una pena detentiva di 17 anni ciascuno. La sentenza, sebbene affermi la responsabilità penale, ricalca una valutazione complessa di attenuanti, esclusioni di aggravanti e dell’entità del risarcimento a favore dei congiunti della vittima.

Le dinamiche dell’episodio

I fatti ricostruiti in aula descrivono un intervento durato pochi istanti ma dalle conseguenze drammatiche: dopo il tentativo di appropriarsi di biglietti gratta e vinci, Eros Di Ronza sarebbe stato inseguito all’esterno dell’esercizio, fatto cadere a terra e ferito con delle forbici. L’uso dell’arma impropria e il rapido succedersi degli eventi sono elementi che hanno caratterizzato la ricostruzione probatoria.

In questo contesto la procura aveva chiesto il riconoscimento di aggravanti, tra cui la crudeltà, per sottolineare la gravità del comportamento contestato.

Il processo: decisioni e valutazioni della corte

Di fronte alla Corte d’Assise, i giudici hanno ritenuto provata la partecipazione dei due imputati nell’evento che ha causato la morte del 37enne. Tuttavia la sentenza esclude l’aggravante della crudeltà invocata dall’accusa, mentre riconosce l’attenuante della provocazione, motivata dal fatto che il furto sia avvenuto all’interno del locale. Questa combinazione di elementi ha portato a una pena finale di 17 anni per ciascuno, superiore alla richiesta iniziale della procura che aveva chiesto 14 anni di reclusione.

Motivazioni e tempi procedurali

La corte ha comunicato che depositerà le motivazioni della sentenza entro 40 giorni; in quel documento saranno illustrate in dettaglio le ragioni che hanno portato all’esclusione dell’aggravante e al riconoscimento dell’attenuante. La fase motivazionale è fondamentale per comprendere il bilanciamento tra elementi aggravanti e attenuanti e fornirà indicazioni precise sulla valutazione delle prove, delle testimonianze e dei profili soggettivi dei condannati.

Conseguenze civili e amministrative

Oltre alle pene detentive, la sentenza dispone misure di natura civile a tutela dei familiari della vittima. Sono stati riconosciuti risarcimenti a titolo di danno morale e materiale: 200.000 euro per ciascuna delle due figlie e 50.000 euro alla moglie di Eros Di Ronza, oltre al rimborso delle spese legali sostenute. Questi importi riflettono la volontà della corte di tradurre in cifra il danno subito dagli affetti stretti della persona deceduta.

Interdizione dai pubblici uffici

Come ulteriore effetto della condanna, entrambi i gestori sono stati dichiarati interdetti dai pubblici uffici. Questa misura amministrativa impedisce l’accesso a incarichi pubblici e costituisce una sanzione accessoria che accompagna la pena principale, incidendo sulla posizione civile e professionale degli imputati dopo l’esecuzione della sentenza.

La vicenda solleva interrogativi sul rapporto tra reazione immediata a un reato e responsabilità penale, un tema che torna spesso nelle controversie giudiziarie dove sono coinvolti titolari di esercizi commerciali. La decisione della corte, bilanciando attenuanti e esclusioni di aggravanti, costituisce un punto di riferimento per casi analoghi e rimanda ora all’eventuale fase di appello o al pronunciamento motivato che sarà depositato nei termini indicati.