Nel centro di Bisceglie, in provincia di Barletta-Andria-Trani, un’aggressione armata in un ristorante ha trasformato una serata qualunque in una scena di cronaca nera. Due persone con il volto coperto sono entrate nel locale e hanno esploso numerosi colpi d’arma da fuoco: il bilancio è di un morto, un dipendente del ristorante.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato accertamenti coordinati dalla Dda di Bari.
L’episodio ha lasciato interrogativi sul movente e sull’obiettivo dell’attacco. La vittima è un uomo di 62 anni, identificato come Angelo Pizzo, cameriere senza precedenti penali, che secondo la prima ricostruzione sarebbe stato raggiunto mentre si trovava nella traiettoria dei proiettili.
Le autorità ipotizzano che il suo decesso possa essere avvenuto per errore di mira, ma non escludono che il vero bersaglio fosse un’altra persona presente, probabilmente il titolare del locale.
La dinamica dell’agguato
Secondo i rilievi iniziali, i due assalitori sono entrati nel ristorante con il volto coperto e hanno esploso circa una quindicina di colpi.
Testimoni descrivono attimi di panico mentre i presenti cercavano riparo; i responsabili si sono poi dati alla fuga. La quantità di colpi e la rapidità dell’azione hanno portato gli investigatori a valutare l’evento come un agguato pianificato, non un episodio occasionale. L’analisi della scena punta a ricostruire la direzione degli spari e la posizione dei presenti per stabilire con precisione la dinamica della sparatoria.
Posizione della vittima e possibile errore
Le prime ipotesi formulate dagli inquirenti indicano che Angelo Pizzo si trovasse lungo la linea di tiro, una circostanza che lascia aperta la pista dell’errore tragico. Se confermata, questa valutazione sposterebbe l’attenzione dal movente personale a una scelta di obiettivo errata da parte degli aggressori. Tuttavia, gli investigatori esplorano anche la possibilità che la presenza del titolare o di altri soggetti nel locale potesse aver scatenato l’attacco, rendendo necessario verificare movimenti e rapporti precedenti dei frequentatori del ristorante.
Le indagini e gli attori coinvolti
Le indagini sono condotte dai carabinieri della tenenza locale insieme al Nucleo Investigativo, con il coordinamento della Dda di Bari. Gli accertamenti sul campo hanno visto l’intervento della sezione scientifica dei carabinieri per i rilievi balistici e le tracce forensi. I militari stanno ascoltando testimoni, visionando eventuali immagini di sorveglianza e cercando di ricostruire gli ultimi spostamenti delle persone coinvolte, per delineare una mappa degli eventi che possa spiegare il movente e individuare i responsabili.
Strumenti investigativi e priorità
Tra le attività prioritarie ci sono l’analisi delle registrazioni video della zona, il confronto dei bossoli raccolti sulla scena con armi eventualmente recuperate e l’esame di telefoni e contatti delle persone presenti. La sezione scientifica svolgerà rilievi fondamentali per collegare i proiettili agli esecutori e per stabilire traiettorie precise. La collaborazione tra gli enti locali e la Dda è considerata cruciale per accelerare i tempi e per valutare eventuali collegamenti con altre vicende criminali.
Il possibile nesso con un precedente omicidio
Gli investigatori non escludono un collegamento con l’omicidio di Filippo Scavo, 43 anni, originario di Carbonara, alle porte di Bari, ucciso il 19 aprile in una discoteca di Bisceglie. Scavo era stato raggiunto da un colpo di pistola mentre si trovava nel locale: soccorso dal 118, era deceduto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso, intorno alle 4:40 della stessa notte. La ferita, alla base del collo, si era rivelata fatale.
Il possibile nesso tra i due episodi porta gli inquirenti a esplorare piste di vendetta, regolamenti di conti o legami tra ambienti della criminalità locale. L’ipotesi di un’escalation non può essere trascurata e spiega l’attenzione della Dda di Bari nel coordinare le indagini, con l’obiettivo di comprendere se si tratti di fatti isolati o di episodi collegati da una medesima matrice delittuosa.
Le indagini proseguono a ritmo serrato: tra interrogatori, acquisizione di immagini e verifiche tecniche, gli inquirenti cercano di ricostruire la sequenza degli eventi e di mettere insieme elementi che permettano l’identificazione dei due aggressori. In attesa di sviluppi, la comunità locale resta scossa e sollecita risposte rapide dalle forze dell’ordine.