Il caso dell’avvelenamento che ha provocato la morte di madre e figlia a Pietracatella resta al centro delle indagini. Dopo analisi e accertamenti, fonti investigative hanno comunicato che, in base ai controlli più recenti, il sangue di Gianni Di Vita è risultato negativo alla ricina, un elemento che modifica alcuni scenari ma non chiude l’inchiesta.
Le vittime, Antonella e la figlia Sara (15 anni), sono decedute a fine dicembre, dopo aver consumato un pasto in famiglia. La vicenda ha registrato tappe procedurali fondamentali: il sequestro dell’abitazione, lo spostamento dei familiari e una serie di acquisizioni disposte dalla Procura di Larino per ricostruire tempi e responsabilità.
Esiti degli esami e rilievi scientifici
Il dato del 24 aprile che ha escluso la presenza di ricina nel campione ematico di Gianni rappresenta un elemento oggettivo nelle verifiche tossicologiche. Tuttavia, gli inquirenti attendono ancora l’esito di altri esami, compresi i referti del centro antiveleni di Pavia, necessari per confermare la natura della sostanza che ha causato i decessi di Antonella e Sara.
L’approccio investigativo resta prudente: un risultato negativo su un soggetto non implica automaticamente l’assenza della stessa sostanza negli altri esami o nella scena del fatto.
Il test su Gianni e le implicazioni procedurali
La conferma della negatività alla ricina nel sangue di Gianni è stata considerata dagli investigatori come un tassello utile a circoscrivere possibili piste. È importante sottolineare che l’assenza di tracce nel suo esame non scioglie il nodo delle cause che hanno portato ai decessi del 27 e 28 dicembre: per gli inquirenti rimane cruciale verificare campioni ambientali, alimenti e altri reperti rinvenuti nella casa sequestrata a Pietracatella.
Indagini sul campo: telefoni, spostamenti e testimonianze
La Procura ha deciso di allargare il quadro investigativo procedendo al sequestro del telefono di Alice Di Vita, la figlia maggiore di 19 anni che non era presente alla cena del 23 dicembre. Con il decreto del 13 aprile gli inquirenti hanno chiesto di acquisire dati degli ultimi cinque mesi, incluse chat, mail e cronologia della navigazione, per ricostruire contatti, spostamenti e abitudini alimentari della famiglia tra il 22 e il 25 dicembre.
La copia forense e la ricostruzione delle giornate decisive
È prevista l’esecuzione di una copia forense del dispositivo per preservare integrità e metadata utili all’analisi. Sul telefono, secondo quanto richiesto, potrebbero esserci anche note contenenti appunti sui pasti consumati e rilevazioni di posizione che aiuterebbero a verificare dove si trovasse ciascun componente familiare la sera del 23 dicembre: Alice sostiene di essere uscita con amici, mentre Gianni dichiara di essere stato a tavola con moglie e figlia.
Audizioni, domicili e la posizione della cugina
Da quando l’abitazione è stata posta sotto sequestro, Gianni e Alice si sono trasferiti a casa della cugina Laura Di Vita, insegnante di sostegno che vive di fronte alla famiglia. Laura è stata ascoltata più volte come persona informata sui fatti e gli interrogatori mirano anche a chiarire eventuali ricostruzioni o conversazioni emerse nei mesi successivi alla tragedia. Le verifiche puntano a ricostruire ogni spostamento e dialogo utile alle indagini.
Versioni, difesa e prossime mosse
Il legale di Gianni, Vittorino Facciolla, ha dichiarato tranquillità circa la posizione del suo assistito e ha escluso a suo avviso il coinvolgimento della ragazza, sottolineando la complessità dell’ipotesi investigativa. Nel frattempo il medico legale nominato dalla Procura ha prorogato la consegna della perizia autoptica e tossicologica per ulteriori approfondimenti. Gli sviluppi successivi dipenderanno dall’analisi dei reperti, dall’esito degli esami del centro antiveleni e dagli elementi che emergeranno dalla documentazione acquisita sui dispositivi sequestrati.
Il fascicolo resta contro ignoti per duplice omicidio premeditato: mentre alcuni risultati di laboratorio come quello sul sangue di Gianni chiariscono aspetti specifici, le indagini rimangono orientate a ricomporre un quadro complessivo che sia coerente con i fatti avvenuti tra il 22 e il 28 dicembre e con le informazioni raccolte fino ad ora.