Il dibattito sul caso di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori ha di recente conosciuto una nuova fase politica e investigativa. Con la nomina del deputato Fabio Roscani alla presidenza della Commissione parlamentare (elezione del 14 maggio 2026), si è aperta la necessità di fare il punto su anni di indagini, testimonianze e piste contraddittorie.
I membri della Commissione sollevano interrogativi che vanno dalla gestione delle prove all’eventuale presenza di una regia che ha influenzato il corso delle indagini. In questo contesto emerge anche la richiesta di rivedere vecchi filoni, ascoltare nuovi testimoni e verificare reperti mai chiariti.
Cambiamenti istituzionali e valutazioni sul lavoro svolto
Il passaggio di consegne alla presidenza ha rilanciato un bilancio critico sul lavoro svolto fino a oggi.
Il senatore Andrea De Priamo, recentemente trasferito alla presidenza della Commissione Affari Costituzionali, ha evidenziato che un approccio più mirato alle frequentazioni e agli ultimi spostamenti delle giovani poteva produrre risultati concreti: in particolare, secondo De Priamo, partire da contatti come quello legato alla scuola di musica e alle amiche di Emanuela avrebbe potuto portare a riscontri decisivi sulla cosiddetta vicenda Avon.
Anche la critica alla pista di Londra, definita da alcuni come “costruita ad arte”, ha riacceso la necessità di distinguere tra ipotesi fondate e possibili depistaggi.
La prospettiva del nuovo presidente
Con Fabio Roscani al timone, la Commissione sembra orientata a una fase di acquisizione sistematica di documenti e testimonianze. La scelta di concentrare le attenzioni su dossier mai esaminati a fondo, insieme alla volontà di chiarire eventuali vuoti investigativi, è vista come un’opportunità per rimettere in fila date, contatti e reperti. Roscani eredita non solo archivi ma anche delicate dichiarazioni di membri interni della Commissione, che suggeriscono come alcune piste richiedano una rivalutazione alla luce di elementi tecnici e testimoniali ancora non approfonditi.
Piste investigative e figure chiave emerse
Tra le linee di indagine che continuano a suscitare attenzione figura la cosiddetta figura di Mister X, citata dal vicepresidente della Commissione Roberto Morassut. Secondo alcune ricostruzioni, un uomo che si proponeva come procacciatore per cinema e pubblicità avrebbe avvicinato una delle ragazze nei pressi della stazione Termini; a casa sua gli investigatori avrebbero trovato cassette e fotografie e, soprattutto, un lenzuolo con tracce sospette che, secondo i resoconti, sarebbe stato inviato ad accertamenti i cui esiti non sono mai stati resi noti. Questo intreccio di elementi alimenta l’ipotesi di una scomparsa in cui non è possibile escludere né l’inganno né azioni orchestrate da terzi.
Mirella Gregori e la pista a “chilometri zero”
Per quanto riguarda Mirella Gregori, la Commissione ha rilanciato l’ipotesi che la soluzione possa trovarsi all’interno delle conoscenze e dei luoghi frequentati dalla ragazza. L’idea che un’amica o una conoscenza possa detenere informazioni decisive è al centro delle nuove audizioni: si ipotizza, infatti, che la scomparsa possa essere maturata in un contesto locale e familiare ristretto, non necessariamente collegato a circuiti internazionali o eventi eclatanti.
Il memoriale di Gangi, la BMW e i sotterranei della Casa del Jazz
Un altro filone che la Commissione sta valutando riguarda il memoriale dell’ex agente Giulio Gangi, parti del quale sono state rese pubbliche e che richiamano l’attenzione su alcuni dettagli mai pienamente chiariti, come la segnalazione di una BMW scura vista vicino al Senato nei giorni della scomparsa di Emanuela. Gangi, deceduto nel 2026, racconta nei suoi scritti del tentativo di ricostruire la storia di quell’autovettura fino a un’officina e a una presunta proprietaria in zona Balduina. Il racconto si incrocia con la necessità di approfondire elementi tecnici e logistici, senza però trarre conclusioni affrettate.
Ipotesi di una regia e i depistaggi secondo Malerba
Il procuratore Giovanni Malerba, citato nelle audizioni, ha richiamato l’attenzione sulla presenza di numerosi indizi e di possibili azioni deliberate per sviare le investigazioni, parlando di un’unica regia capace di generare rumore e piste fuorvianti. Nella requisitoria del 1997 Malerba aveva già evidenziato meccanismi di depistaggio talmente sofisticati da ricordare altri casi celebri. Le connessioni con la Banda della Magliana, gli ambienti finanziari del tempo e rapporti controversi con enti come lo IOR sono parte di uno scenario complesso in cui, per alcuni, anche i sotterranei della Casa del Jazz e strutture murate potrebbero nascondere tracce da verificare con scavi e accertamenti tecnici.
La Commissione proseguirà l’acquisizione di documenti, depositi e testimonianze, con l’obiettivo di separare i fatti comprovabili dalle ricostruzioni speculative. Tra la rivalutazione di reperti mai spiegati e le indagini su figure come Mister X, emerge la necessità di un lavoro metodico e trasparente che guardi tanto ai dettagli locali quanto ai possibili risvolti nazionali e internazionali. Il percorso per arrivare a risposte definitive resta lungo, ma la recente riorganizzazione istituzionale riapre la possibilità di una nuova fase investigativa.