Il caso dei 5 sub italiani morti alle Maldive è diventato di rilevanza nazionale e ci si interroga su cosa possa essere accaduto e che cosa abbia spinto uomini e donne esperti a spingersi oltre il limite consentito per scoprire l’interno della grotta subaquea rivelatasi fatale.
Proseguono le indagini per comprendere le cause
Nel mentre proseguono le indagini da parte di esperti forensi, con l’aiuto di sub con comprovata esperienza al fine di comprendere cosa sia realmente accaduto all’interno della grotta e cosa abbia spinto i sub ad andare oltre i loro limiti.
In particolare si valuta come mai avessero solo una bombola a disposizione, tenendo conto che a quella profondità si necessità di un equipaggiamento molto più professionale per poter resistere con la quasi totale sicurezza di poter risalire.
Inoltre si cerca di comprendere come mai non abbiano rispettato il limite dei 30 metri che vige alle Maldive dato che la nazione non dispone di equipaggiamenti atti a superare quella soglia.
Rientrate 4 salme dei sub italiani
Sono rientrate nel corso della mattinata italiana all’aeroporto di Malpensa le salme di 4 italiani della spedizione subaquea che hanno perso la vita.
Come riporta La Repubblica lunedì verranno effettuate le autopsie sui corpi così da stabilire con esattezza che cosa abbia causato la morte degli esperti sommozzatori.
Solo dopo l’autopsia i corpi potranno essere restituiti alle famiglie per poter svolgere adeguatamente la sepoltura e chiudere il capitolo mediatico di questa terribile tragedia.