Trentaquattro anni dopo la terribile esplosione sull’autostrada A29, la memoria della strage di Capaci continua a guidare appuntamenti pubblici e iniziative civili in tutta Italia. La città di Palermo si prepara a una giornata di commemorazioni che richiamano istituzioni, forze dell’ordine e cittadini per ricordare il sacrificio del giudice Giovanni Falcone, della giudice Francesca Morvillo e degli agenti di scorta Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro.
La rievocazione non è solo un atto formale: rappresenta un richiamo continuo alla responsabilità civile e alla necessità di educare le nuove generazioni alla legalità.
Le manifestazioni ufficiali segnano il valore simbolico di quella data del 23 maggio 1992 e traducono il ricordo in gesti concreti: deposizioni di corone, messe in suffragio, proiezioni e momenti di raccoglimento sincronizzati.
Oltre a Palermo, amministrazioni regionali e comuni promuovono iniziative che collegano la memoria storica a percorsi educativi, teatrali e culturali. In questo contesto, il ricordo si intreccia con la funzione educativa della storia recente, spesso raccontata attraverso spettacoli e materiali rivolti a ragazzi e famiglie.
Le celebrazioni a Palermo: programma e luoghi chiave
La giornata prevede la deposizione di una corona d’alloro presso la Stele di Capaci, il monumento collocato lungo l’autostrada A29 nel punto in cui esplose l’ordigno.
Le cerimonie proseguiranno alla storica sede del Reparto Scorte nella caserma Pietro Lungaro, dove è prevista la partecipazione del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, insieme al Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, il Prefetto Vittorio Pisani, e alle autorità civili, militari e religiose. In quella sede sarà deposta una corona alla lapide dedicata alle vittime e svelato il quadro contenente il brevetto del ministro relativo al conferimento della Medaglia d’oro al Merito civile alle donne e agli uomini della Polizia di Stato impegnati nei servizi di scorta e tutela.
Rituali e momenti solenni
All’interno della caserma si terrà una Santa Messa officiata dal cappellano della Polizia di Stato come segno di rispetto e memoria. Nel pomeriggio è prevista la proiezione del docufilm “I ragazzi delle scorte“, con un episodio dedicato alla storia dell’agente scelto Rocco Dicillio. Al momento esatto della tragedia, le cerimonie osserveranno un minuto di silenzio alle 17:58, seguito dall’esecuzione del Silenzio di Ordinanza in vari luoghi simbolici: l’Ufficio Scorte, la Stele di Capaci e l’Albero Falcone. La giornata si concluderà con una messa in suffragio presso la Chiesa di San Domenico alle 19:00.
Memoria diffusa: istituzioni e iniziative locali
Non tutte le commemorazioni si sviluppano solo nei luoghi istituzionali: molte amministrazioni territoriali aderiscono alla ricorrenza con simboli e progetti. Il Consiglio regionale, ad esempio, espone il drappo bianco sulla facciata della sede come segno di vicinanza ai valori della legalità. Allo stesso modo, nelle province e nei comuni si organizzano rassegne culturali, incontri nelle scuole e letture dei nomi delle vittime innocenti, per mantenere viva una memoria che riguarda l’intera collettività.
Il ruolo della cultura e del territorio
Nel sud ovest milanese la Primavera della Legalità, promossa da una commissione intercomunale antimafia, chiude i suoi eventi con uno spettacolo per il pubblico e le scuole: “Bum hai i piedi bruciati” di e con Dario Leone andrà in scena al Teatro Casa della Musica di Cesano Boscone come omaggio alla figura di Falcone. Lo spettacolo, liberamente ispirato al romanzo per ragazzi “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando, usa il racconto e la metafora per collegare storie personali alla storia nazionale, rendendo accessibile ai più giovani il senso profondo dell’impegno antimafia.
Perché mantenere viva la memoria
La ricorrenza di Capaci non è una semplice commemorazione rituale: è un monito permanente contro l’indifferenza e la normalizzazione della violenza organizzata. Il sacrificio di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli uomini della scorta resta un punto di riferimento per l’azione delle istituzioni e per l’educazione civica. Trasmettere questi fatti alle nuove generazioni significa coltivare una cultura della legalità, vigilare contro ogni forma di criminalità e valorizzare la responsabilità collettiva. Il minuto di silenzio e le messe sono gesti che rinnovano quell’impegno collettivo, perché la memoria diventi sempre più un patrimonio condiviso e una leva per il cambiamento sociale.