La città di Bra, luogo di nascita e radici di Carlo Petrini, ha dichiarato il lutto cittadino per la giornata delle esequie, fissate per domenica 24 maggio 2026 nella mattinata nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo. Le istituzioni locali hanno programmato pratiche di rispetto pubblico come l’esposizione delle bandiere a mezz’asta e la sospensione delle attività degli enti durante le cerimonie, invitando cittadini, associazioni e attività private a esprimere il loro cordoglio nelle forme ritenute più opportune.
Questo gesto istituzionale riflette l’impatto che la figura di Petrini ha avuto non solo su Bra ma sull’intero territorio del Piemonte e oltre.
Le modalità del cordoglio e i dettagli delle esequie
Le esequie di Carlo Petrini si svolgeranno domenica 24 maggio 2026 a partire dalle 11.30 nel quadrilatero dell’Agenzia di Pollenzo, come comunicato dall’amministrazione comunale.
In occasione della commemorazione, oltre alle bandiere a mezz’asta, è prevista la temporanea sospensione delle attività degli uffici pubblici; agli esercenti e alle organizzazioni è stato chiesto di rendere omaggio secondo le proprie possibilità. La scelta del luogo richiama il legame tra Petrini e l’istituzione dell’Università di Scienze Gastronomiche, mentre la partecipazione della comunità locale vuole sottolineare la dimensione collettiva del lutto e il valore pubblico del suo impegno per la cultura del cibo.
Un invito alla partecipazione collettiva
Il Comune ha formalmente invitato cittadini, associazioni culturali, sociali e produttive a unirsi al sentimento pubblico. L’intento non è solo ricoprire un ruolo cerimoniale: si tratta di riconoscere un percorso che ha portato a far conoscere pratiche come la tutela della biodiversità e la valorizzazione delle produzioni locali. La modalità della partecipazione riflette la filosofia che Petrini stesso promuoveva: il coinvolgimento dal basso e la costruzione di reti tra produttori, consumatori e istituzioni come strumento di trasformazione sociale.
Reazioni istituzionali e messaggi dal territorio
Numerosi rappresentanti istituzionali piemontesi e nazionali hanno espresso cordoglio e riconoscenza per il lavoro di Petrini. Il presidente della Regione Alberto Cirio ha ricordato la sua capacità di legare sostenibilità e dignità del lavoro agricolo, mentre assessori e presidenti provinciali hanno sottolineato il valore che la visione di Petrini ha avuto nel promuovere la cultura del cibo come patrimonio collettivo. Sono giunti messaggi da amministratori locali di diverse città della Granda e della provincia, che hanno voluto rimarcare come l’opera di Petrini abbia portato nuova visibilità e opportunità alle realtà produttive locali.
Voci dalla società civile
Oltre ai politici, varie realtà associative e figure del mondo civile hanno ricordato il suo ruolo di «maestro» e catalizzatore di idee. Don Luigi Ciotti ha evidenziato la sua attitudine a «andare controcorrente» promuovendo la lentezza e la cura delle scelte in un’epoca di consumo accelerato, mentre organizzazioni agricole e di tutela ambientale hanno rimarcato l’eredità lasciata in termini di salvaguardia della biodiversità e lotta allo spreco. Questi interventi attestano come il pensiero di Petrini abbia attraversato ambiti diversi, generando reti di solidarietà e pratiche innovative.
L’eredità culturale: educazione, progetti e futuro
Il sindaco di Bra, Gianni Fogliato, ha richiamato il legame tra Petrini e il mondo dell’istruzione, ricordando iniziative locali come la distribuzione del volume Vite di Langa e Roero agli studenti, pensata per restituire consapevolezza storica e identitaria alle nuove generazioni. Questa operazione è emblematica della volontà di trasformare il lutto in impegno: tramandare conoscenze sul territorio e sul rapporto con il cibo come strumenti per formare cittadini più consapevoli. La tutela della memoria passa anche attraverso progetti didattici che collegano identità locale e prospettive globali.
Impatto sul tessuto economico e culturale
L’azione di Petrini ha avuto effetti concreti su aziende agricole, iniziative di promozione territoriale e flussi di studenti internazionali che hanno portato conoscenze a Bra e alla Granda. Organizzazioni come la CIA, Uncem e il Banco Alimentare hanno ricordato come il suo lavoro abbia favorito reti di cooperazione e incentivi alla qualità e alla dignità del lavoro contadino. La prospettiva aperta da questi progetti è quella di un modello di sviluppo che coniughi tradizione e innovazione, valore delle comunità locali e responsabilità ambientale.
Nel clima di commozione che accompagna questi giorni, la città e le istituzioni invitano a trasformare il ricordo in tutela concreta dei principi che hanno animato la vita di Carlo Petrini: rispetto per la terra, attenzione alla biodiversità e educazione alimentare. Continuare a promuovere questi valori sarà, secondo molti, il modo migliore per onorare un percorso che ha lasciato segni profondi in Bra, nel Piemonte e nel mondo intero.