La morte di Carlo Petrini segna la fine di una delle figure più influenti nel panorama della cultura gastronomica e ambientale contemporanea. Fondatore di Slow Food, Petrini ha dedicato la sua vita alla difesa della biodiversità, della sostenibilità alimentare e delle tradizioni locali, trasformando il cibo in uno strumento di consapevolezza sociale e culturale.
Addio a Carlo Petrini: una vita dedicata al cibo sostenibile e alla cultura
Gastronomo, giornalista e scrittore, Carlo Petrini ha rivoluzionato il modo di concepire il cibo, trasformandolo in un tema legato non solo alla nutrizione, ma anche all’etica, alla politica e alla salvaguardia ambientale. Con la nascita di Slow Food, avvenuta inizialmente con il nome di Arcigola, ha promosso il diritto a un cibo “buono, pulito e giusto per tutte e tutti“, opponendosi ai modelli di consumo industriali e all’omologazione delle culture gastronomiche.
La sua visione ha contribuito a dare dignità ai piccoli produttori e a costruire una rete globale attiva in oltre 160 Paesi.
Tra i suoi risultati più importanti vi sono la fondazione dell’Università di Pollenzo nel 2004 e la creazione di Terra Madre, una rete internazionale che riunisce agricoltori, pescatori, cuochi, artigiani ed esperti impegnati nella difesa delle tradizioni alimentari e dell’ambiente.
Nel 2017 aveva inoltre contribuito alla nascita delle Comunità Laudato si’, ispirate all’enciclica di Papa Francesco.
Slow Food lo descrive oggi come una figura capace di «costruire e ispirare», sempre vicina ai giovani e animata da una straordinaria empatia. La sua eredità culturale e civile continuerà a influenzare le future generazioni impegnate nella salvaguardia del pianeta e nella promozione di un sistema alimentare più giusto e sostenibile.
La cultura agroalimentare piange Carlo Petrini: il fondatore di Slow Food è morto a 76 anni
Carlo Petrini si è spento nella tarda serata del 21 maggio all’età di 76 anni, nella sua abitazione di Bra, in provincia di Cuneo. La notizia della sua morte è stata diffusa attraverso un comunicato ufficiale di Slow Food, il movimento che lui stesso aveva fondato nel 1986 e che nel tempo è diventato un punto di riferimento mondiale nella promozione di un’alimentazione sostenibile e consapevole. La sua scomparsa ha suscitato profonda commozione nel mondo della cultura, dell’ecologia e della gastronomia internazionale, lasciando un grande vuoto tra coloro che hanno condiviso il suo impegno per la tutela della biodiversità e delle comunità locali.
Nel ricordo pubblicato dal movimento emergono il valore umano e la forza ideale che hanno accompagnato tutta la sua vita. Slow Food sottolinea come Petrini abbia dedicato la propria esistenza al bene comune, alle relazioni tra le persone e alla difesa della natura, contribuendo alla nascita di progetti di respiro internazionale come Terra Madre e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Nel messaggio di cordoglio viene riportata anche una delle sue frasi più celebri: “Chi semina utopia, raccoglie realtà“, espressione che sintetizzava la sua convinzione che sogni, idee e partecipazione collettiva potessero trasformarsi in cambiamenti concreti.
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