La nuova perizia sull’incidente costato la vita a Beatrice Bellucci cambia il quadro delle indagini e riapre il dibattito sulle responsabilità dello schianto avvenuto lungo via Cristoforo Colombo. Gli accertamenti tecnici escluderebbero una gara clandestina, facendo invece emergere l’ipotesi di un concorso di colpa tra i conducenti delle due auto coinvolte.
Una nuova ricostruzione dell’incidente mortale sulla Colombo
La tragedia costata la vita alla ventenne Beatrice Bellucci assume oggi contorni differenti rispetto a quanto ipotizzato nelle prime fasi investigative. Secondo quanto emerso dalla consulenza tecnica depositata in Procura e riportato da La Repubblica, la responsabilità dello schianto avvenuto nella notte del 24 ottobre 2025 su via Cristoforo Colombo, nei pressi di piazza dei Navigatori, non ricadrebbe esclusivamente su Luca Domenico Giromonte, alla guida della BMW Serie 1.
Gli accertamenti avrebbero infatti escluso la presenza di una gara clandestina o di una competizione ad alta velocità tra le due auto coinvolte, ipotesi che aveva caratterizzato le prime ricostruzioni dell’accaduto.
Dalle analisi tecniche emergerebbe invece che entrambe le vetture procedevano ben oltre il limite consentito di 50 chilometri orari previsto in quel tratto urbano.
La dinamica delineata dai consulenti collocherebbe l’impatto subito dopo un sorpasso effettuato dalla BMW ai danni della Mini Cooper guidata da Silvia Piancazzo, migliore amica della vittima. “L’impatto violento tra le fiancate delle due auto” avrebbe poi provocato lo schianto finale contro un albero, fatale per Beatrice. La giovane Silvia, sopravvissuta all’incidente, ha affrontato oltre quattro mesi di ricovero al San Camillo di Roma, rimanendo a lungo in condizioni critiche tra la vita e la morte.
Morte Beatrice Bellucci, la nuova ipotesi che ribalta tutto: indagata l’amica
Come riportato da Repubblica, la perizia tecnica avrebbe quindi introdotto un elemento decisivo nell’inchiesta: la possibile corresponsabilità dei due conducenti. Anche la Mini Cooper, infatti, sarebbe stata lanciata a una velocità incompatibile con le norme di sicurezza stradale, circostanza che ha portato gli inquirenti a ipotizzare un concorso di colpa nell’omicidio stradale. Per questo motivo anche Silvia Piancazzo risulta ora iscritta nel registro degli indagati insieme a Giromonte, mentre la Procura sta valutando la documentazione tecnica per definire l’evoluzione del procedimento giudiziario.
Gli esami tossicologici eseguiti dopo l’incidente avrebbero inoltre escluso l’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti da parte di entrambi i conducenti. Resta quindi da stabilire se e in che misura sia da ripartire la responsabilità di quel tragico scontro, alla luce delle nuove conclusioni elaborate dai consulenti incaricati dagli investigatori.