Il 20 agosto 2018 una violenta piena del torrente Raganello, nel territorio del Parco del Pollino, trasformò un’escursione estiva in una tragedia. L’improvviso innalzamento delle acque travolse un gruppo di escursionisti, causando dieci vittime e numerosi feriti. A distanza di anni, la vicenda è tornata al centro dell’attenzione giudiziaria con la definizione delle responsabilità legate alla gestione del rischio e alla mancata prevenzione dell’evento.
La dinamica della piena e le conseguenze della tragedia delle Gole del Raganello
L’episodio si verificò in un’area naturalistica molto frequentata del Parco del Pollino, quando un gruppo di escursionisti fu sorpreso da un’improvvisa piena del torrente Raganello, provocata da forti precipitazioni avvenute a monte, anche in territori esterni al comune di Civita.
Le gole, particolarmente strette, amplificarono la forza dell’acqua trasformandola in un’ondata improvvisa che travolse i presenti lungo il percorso, causando una delle più gravi tragedie escursionistiche degli ultimi anni in Italia.
Il bilancio fu drammatico: dieci vittime complessive, tra cui nove escursionisti e la guida Antonio De Rasis, oltre a undici feriti. Dopo ore di ricerche, i soccorritori riuscirono anche a individuare tre giovani inizialmente dati per dispersi, che si erano rifugiati in un’area priva di copertura telefonica.
Le indagini successive si sono concentrate sulla gestione dell’allerta e sulla possibilità di prevenire l’evento, tema su cui il Tribunale ha attribuito responsabilità al sindaco di Civita, mentre la difesa ha contestato con forza tale ricostruzione. In questo contesto, come riportato da La Gazzetta del Sud Online, Tocci ha aggiunto una riflessione personale: “Ho la coscienza a posto. Non mi vorrei paragonare alla vicenda Tortora, però, per un secondo, mi sento il Tortora dei sindaci italiani, lasciati soli, pieni di responsabilità“.
Tragedia Gole del Raganello, la sentenza: perché il sindaco Tocci è stato condannato a quattro anni
Come riportato da Sky Tg24, il Tribunale di Castrovillari ha definito il procedimento relativo alla tragedia avvenuta il 20 agosto 2018 nelle gole del Raganello, pronunciando due condanne e diverse assoluzioni. Il sindaco di Civita Civita, Alessandro Tocci, pare sia stato condannato a 4 anni e un mese di reclusione per omicidio colposo plurimo e omissione di atti d’ufficio, mentre la guida escursionistica Giovanni Vangieri pare abbia ricevuto una pena di 3 anni e 5 mesi.
Resterebbero invece assolti gli altri imputati coinvolti nel procedimento principale, tra cui i sindaci di San Lorenzo Bellizzi, Francavilla Marittima e Cerchiara di Calabria, ossia Antonio Cersosimo, Franco Bettarini e Antonio Carlomagno, oltre a un rappresentante di una società turistica. La Procura aveva inizialmente richiesto pene più severe, pari a 9 anni per Tocci e 8 per Vangieri, evidenziando la gravità delle contestazioni.
Come riportato da La Gazzetta del Sud Online, dopo la lettura della sentenza, il primo cittadino ha commentato: “Da uomo dello Stato mi devo attenere a quella che è la sentenza. Da cittadino, dico che è una sentenza ingiusta, non condivisibile e non irrogabile a un sindaco“. Ha inoltre ribadito la propria posizione difensiva richiamando la complessità della prevedibilità dell’evento: “Un mio ingegnere disse delle parole che mi sono rimaste dentro: ‘Come potevo fermare l’acqua che arrivava da un altro comune, con le mani‘”.