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Blitz a Caivano e Afragola: 12 misure cautelari per droga ed estorsione

Blitz a Caivano e Afragola: 12 misure cautelari per droga ed estorsione

Operazione della Squadra Mobile di Napoli: 12 misure cautelari, tra carcere e domiciliari, per un presunto gruppo di spaccio e tentativi di estorsione legati al clan Di Micco

Il 26 maggio 2026 la Squadra Mobile di Napoli, con il supporto del Commissariato di Afragola, ha eseguito un’ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Le misure hanno riguardato 12 persone: dieci sottoposte alla custodia in carcere e due agli arresti domiciliari, nell’ambito di un’indagine che ha ricostruito un’attività criminale articolata sul territorio.

Secondo gli atti investigativi, i destinatari sono gravemente indiziati di reati che vanno dall’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti alla detenzione ai fini di spaccio, fino a episodi di estorsione e tentata estorsione. Sono inoltre contestati fatti relativi al porto di arma con matricola abrasa e all’esplosione di colpi d’arma da fuoco, condotte contestate con l’aggravante del metodo mafioso.

Reati contestati e quadro accusatorio

Nel dettaglio, l’ordinanza ripercorre una serie di episodi: l’attività di spaccio strutturata in più cessioni, la pressione su vittime per ottenere ingenti somme o il controllo di appalti e la detenzione di armi utilizzate per intimidire. La qualificazione giuridica contempla l’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti come reato centrale e l’uso di minacce e violenza fisica come parte integrante del sistema, elementi che hanno fatto scattare l’aggravante dell’uso del metodo mafioso, inteso come modalità sistematica e finalizzata al dominio del territorio.

Presunti legami con il clan

Gli investigatori ritengono che il gruppo operasse nell’orbita del clan Di Micco, con ruoli e compiti distinti tra i suoi componenti: dalla distribuzione al reclutamento di punti di vendita sul territorio. Il collegamento, emerso dalle intercettazioni e dalle attività di osservazione, è al centro dell’impianto accusatorio, che evidenzia come le attività illecite fossero integrate e coordinate, secondo la ricostruzione della Direzione Distrettuale Antimafia.

Attività sul territorio: focus su Caivano

Gran parte delle operazioni di spaccio sarebbe stata condotta a Caivano, dove gli agenti hanno mappato una rete di cessioni di stupefacenti di vario genere. I controlli e la perquisizione successiva hanno permesso di documentare numerosi episodi di vendita al dettaglio, ripetuti e sistematici, che costituiscono il substrato economico dell’organizzazione. Per gli inquirenti, la diffusione e la continuità dell’attività confermano la presenza di una struttura con logiche gerarchiche e operative ben definite.

Tentativo di estorsione legato a un appalto

Dalle indagini è emerso anche un tentativo di estorsione ai danni di un imprenditore edile titolare di un appalto stipulato con il Comune di Acerra. Secondo gli atti, la pressione avrebbe mirato a ottenere il controllo economico o quote del lavoro pubblico; il caso è stato inserito nel fascicolo investigativo per la sua rilevanza rispetto ai rapporti tra criminalità organizzata e gestione degli appalti pubblici.

Armi, intimidazioni e conseguenze per la sicurezza

Tra gli elementi più gravi figurano il porto di arma con la matricola abrasa e l’esplosione di colpi d’arma da fuoco finalizzata a incutere timore nella popolazione. Queste condotte, oltre a configurare distinti reati, sono considerate dagli inquirenti strumenti di controllo sociale e di imposizione del consenso, con un impatto immediato sulla percezione della sicurezza nelle zone interessate.

Le misure eseguite il 26 maggio 2026 rappresentano una tappa dell’attività giudiziaria coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, che proseguirà con gli accertamenti necessari per consolidare il quadro probatorio. Le autorità locali hanno annunciato un intensificarsi delle azioni di controllo per contrastare la diffusione dello spaccio e tutelare gli appalti pubblici, con particolare attenzione alle dinamiche di infiltrazione criminale.

Per la comunità interessata, l’operazione sottolinea la necessità di un impegno congiunto tra forze dell’ordine, istituzioni e cittadini per rompere il circuito economico e intimidatorio che sostiene queste organizzazioni. Il fascicolo rimane aperto e le indagini potrebbero portare a ulteriori sviluppi, mentre le misure cautelari già disposte cercano di impedire la reiterazione di condotte illecite e di ristabilire condizioni di maggiore legalità sul territorio.