Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Piano Casa, ma c’è stato uno scontro tra Salvini e Giuli, che ha visto anche l’intervento di Lollobrigida.
Piano Casa, cosa prevede: alloggi, sconti sui notai e lotta agli sgomberi
Il governo ha approvato il nuovo Piano Casa, decreto legge per facilitare l’accesso all’abitazione per le fasce di reddito medie e vulnerabili.
Un piano che prevede diversi punti, dal recupero di 60mila alloggi popolari inutilizzati fino alla creazione di un fondo per l’housing sociale. Si parla anche di dimezzamento degli oneri notarili per gli atti legati al piano, semplificazione burocratica per gli investimenti privati e contributo economico dedicato ai genitori separati.
Il primo obiettivo è il recupero di 60mila alloggi per sfruttare il patrimonio esistente, con un investimento di 1,7 miliardi di euro e la nomina di un commissario straordinario.
Il secondo punto è l’housing sociale, gestito da Invimit con oltre 3,6 miliardi di euro per creare alloggi a basso prezzo. Il terzo punto si basa sugli investimenti privati. Il decreto prevede il dimezzamento di tutti gli oneri notarili legati al piano e anche un aiuto per chi attraversa un momento di fragilità economica dovuto alla separazione.
“Siamo al lavoro per un contributo fino a 500 euro al mese per i genitori separati“ ha spiegato Matteo Salvini. Al lavoro anche per rendere più veloci le procedure di sgombero degli immobili occupati.
Piano Casa approvato: scontro tra Salvini e Giuli, interviene Lollobrigida
Un duro scontro è scoppiato in Consiglio dei Ministri sul Piano Casa, che è stato approvato. Secondo quanto riportato dall’Ansa, a scatenare un acceso dibattito sarebbe stato il ruolo delle sovrintendenze nelle operazioni di recupero dell’edilizia popolare. A scontrarsi Alessandro Giuli, ministro della Cultura, e Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture. Giorgia Meloni avrebbe tentato di mediare.
Francesco Lollobrigida sarebbe intervenuto per cercare di placare gli animi. “Su questo provvedimento serve l’unanimità” sarebbero state le sue parole. La discussione pare sia stata molto accesa, tanto che Giuli avrebbe minacciato di non votare il provvedimento. Molti presenti avrebbero mostrato il loro stupore per la discussione, andata avanti dopo il Cdm con una riunione dei tecnici per cercare di risolvere la questione.