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Nuovi accertamenti su Garlasco: le testimonianze delle gemelle Cappa e la pista Sempio

Nuovi accertamenti su Garlasco: le testimonianze delle gemelle Cappa e la pista Sempio

Le audizioni di Stefania e Paola Cappa hanno fornito chiarimenti sui rapporti con Chiara Poggi mentre la Procura di Pavia esplora la pista che coinvolge Andrea Sempio

Le convocazioni delle gemelle Cappa hanno segnato una nuova fase nell’indagine sul delitto avvenuto nella villetta di Garlasco. Sentite come persone informate sui fatti davanti ai carabinieri del nucleo investigativo di Milano su delega della Procura di Pavia, Stefania e Paola Cappa hanno risposto a domande circoscritte e ripetitive, con l’intento degli inquirenti di ricostruire i rapporti personali intercorsi tra i protagonisti di quella estate.

Le audizioni, durate circa 35-40 minuti ciascuna secondo il legale delle due, si sono svolte nella caserma Montebello in modalità riservata e hanno attirato attenzione mediatica per la lunga storia giudiziaria che ancora coinvolge la comunità locale.

Il nuovo filone d’indagine, che ha riportato al centro della scena il nome di Andrea Sempio, porta la Procura a chiedere riscontri su elementi relazionali che potrebbero fare luce sulla dinamica del delitto del 13 agosto 2007.

Gli accertamenti non hanno però spaziato su tutti i temi ventilati dai media nel tempo: tra le domande rivolte alle gemelle non risulterebbe quella relativa al movente indicato nell’atto d’accusa, né un approfondimento sull’arma ipotizzata in alcuni contesti investigativi. L’esame ha avuto un carattere selettivo, volto a chiarire contatti, frequentazioni e memorie personali utili a ricomporre il quadro umano della vicenda.

Perché sono state convocate le gemelle Cappa

La scelta di ascoltare Stefania e Paola Cappa deriva dalla necessità degli inquirenti di acquisire elementi sui rapporti di amicizia e conoscenza che legavano la vittima ad altri giovani del paese. Le due, cugine di primo grado di Chiara Poggi in quanto figlie di Mariarosaria Poggi, sono state ricercate non come indagate ma come testimoni in grado di ricostruire episodi, frequentazioni e sensazioni riferibili alla fase precedente al delitto. L’avvocato che le assiste ha definito le audizioni brevi e focalizzate, rimarcando lo spirito collaborativo delle assistite, mentre gli investigatori hanno cercato riscontri immediati su frammenti di memoria e connessioni tra persone che la Procura ritiene oggi rilevanti.

Il contenuto degli interrogatori

Secondo quanto riferito, le domande hanno toccato principalmente la natura dei legami sociali e affettivi: chi frequentava la villetta di via Pascoli, quale era l’intensità dei rapporti tra Chiara e i suoi amici e se emergessero tensioni o episodi rimasti negli anni impressi nella memoria delle cugine. Non sono invece emerse richieste specifiche sul presunto movente sessuale attribuito a Sempio né dettagli su un’arma ricercata in zone limitrofe come il canale di Tromello, menzionata in passato da taluni testimoni senza riscontri concreti. Le risposte delle due hanno, secondo il loro legale, mantenuto un tono collaborativo e circoscritto ai temi indicati dagli inquirenti.

La nuova impostazione della Procura di Pavia

In parallelo alle audizioni dei testimoni, la Procura di Pavia ha ridefinito il perimetro dell’accusa nei confronti di Andrea Sempio, ora imputato nell’atto d’indagine come unico responsabile dell’omicidio volontario consumato nella mattina del 13 agosto 2007. Le risultanze investigative, così come ricostruite dagli inquirenti, descrivono una colluttazione seguita da colpi ripetuti inferti alla vittima, circostanza che ha portato i pm a riconsiderare la scena del crimine. Questo cambio di prospettiva ha anche spinto il procuratore di Pavia ad avviare interlocuzioni con la Procura generale di Milano per valutare la possibilità di una richiesta di revisione della sentenza definitiva che riguarda Alberto Stasi, condannato in via definitiva in passato.

Implicazioni processuali e difese

La posizione di Andrea Sempio è seguita da una strategia difensiva che prevede, secondo quanto comunicato dai legali, l’uso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio convocato per il 6 maggio 2026 e l’incarico di una consulenza personologica per tracciare un profilo psicologico dell’imputato. Sul fronte della famiglia della vittima, i componenti vicini alle gemelle Cappa, compreso il padre Ermanno Cappa, hanno mantenuto in questi anni un atteggiamento di prudente riserbo, reiterando denunce per le ipotesi diffamatorie e le suggestioni mediatiche che nel tempo hanno circondato i nomi coinvolti.

Prossimi passi e attese

Nei giorni successivi sono previsti altri ascolti, tra cui quello di Marco Poggi, il fratello di Chiara, chiamato a riferire elementi che possano incrociarsi con le dichiarazioni rese dalle cugine. La Procura continua a cercare elementi di riscontro che colleghino i rapporti personali all’ipotesi accusatoria nei confronti di Sempio; parallelamente ogni risultato potrà influire sulla posizione processuale di soggetti già giudicati in passato. Rimane centrale il tema della ricostruzione accurata dei contesti umani e delle frequentazioni, poiché la nuova inchiesta punta a definire con chiarezza la catena degli eventi avvenuti a Garlasco il 13 agosto 2007.