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Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita avvelenate con la ricina: cosa emerge dai dispositivi e WiFi

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Avvelenamento da ricina, focus su smartphone e computer acquisiti in casa e sulle tracce digitali lasciate nella rete WiFi

Il caso di Pietracatella, in provincia di Campobasso, riguarda la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, su cui le indagini hanno individuato un avvelenamento da ricina. Accanto agli accertamenti medico-legali, gli inquirenti stanno approfondendo anche la ricostruzione degli ultimi giorni di vita delle due donne attraverso l’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati nell’abitazione familiare, considerati fondamentali per chiarire le dinamiche dell’accaduto con l’analisi del WiFi.

Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita avvelenate con la ricina: esiti tossicologici e ricostruzione della morte

Come riportato da Rai News, le analisi effettuate sui corpi di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita hanno portato a una conclusione precisa sul piano medico-legale: entrambe sarebbero morte a causa di una forte esposizione alla ricina.

Gli specialisti del Centro antiveleni dell’IRCSS Maugeri di Pavia hanno infatti rilevato una condizione compatibile con un’intossicazione severa, descritta nei documenti come “grave intossicazione da ricina”. In particolare, nei campioni ematici analizzati durante le autopsie è stata riscontrata la presenza della sostanza in livelli coerenti con un quadro clinico acuto, confermando quindi l’ipotesi dell’avvelenamento.

Il tossicologo incaricato, il professor Locatelli, avrebbe sottolineato come i risultati indichino una “intossicazione acuta”, mentre resta aperto il tema della negatività rilevata in altri soggetti coinvolti. Nel caso del padre e marito delle vittime, Gianni Di Vita, gli accertamenti non hanno evidenziato tracce della tossina. Su questo punto la procura ha spiegato che l’esito potrebbe dipendere dal tempo trascorso o dalla degradazione della sostanza. La procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha chiarito il momento investigativo attuale affermando: “Siamo in una fase di attesa ma di progressivo ingresso nelle vicende di cui ci stiamo occupando”.

Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita avvelenate con la ricina: indagini puntate sui dispositivi e sul WiFi

Parallelamente agli esami tossicologici, l’inchiesta si sta concentrando sull’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati nell’abitazione di Pietracatella. Stando alle indiscrezioni di Today, durante il sopralluogo della polizia scientifica sarebbero stati acquisiti telefoni cellulari, tablet, computer e un router, con l’obiettivo di ricostruire le presenze e le interazioni avvenute nei giorni precedenti al decesso. Gli investigatori stanno infatti cercando di individuare eventuali connessioni attraverso reti domestiche e attività digitali, nella speranza di ottenere elementi utili a chiarire chi abbia frequentato la casa nel periodo sospetto.

Le operazioni avrebbero riguardato anche l’analisi dei dati personali e delle comunicazioni, con particolare attenzione a chat, email e cronologia di navigazione. Una parte centrale dell’indagine riguarda inoltre il periodo delle festività natalizie, momento in cui le vittime avrebbero iniziato a manifestare i primi sintomi, fino ai decessi avvenuti tra il 27 e il 28 dicembre.

Gli inquirenti stanno passando al setaccio anche i dispositivi della figlia Alice, con verifiche approfondite su spostamenti, ricerche online e contenuti salvati, mentre prosegue il lavoro di laboratorio digitale sui dati sequestrati. Secondo la procura, l’attività investigativa prosegue a tutto campo alla ricerca di elementi probatori e di riscontro su quanto acquisito allo stato.