La Corte d’Appello dell’Aquila ha dichiarato improcedibile il ricorso presentato dai genitori della cosiddetta “famiglia nel bosco”, segnando un ulteriore passaggio giudiziario nella vicenda che riguarda i tre minori collocati in casa famiglia. La decisione interviene sul ricorso con cui la coppia contestava il provvedimento del Tribunale per i minorenni, che aveva disposto specifiche misure di allontanamento e la permanenza dei bambini in struttura protetta.
La permanenza in struttura dei bambini e le successive modifiche del provvedimento
I bambini restano dunque ospitati nella struttura di Vasto, dove si trovano stabilmente da diversi mesi. A seguito dell’ordinanza del 6 marzo, alla madre non è più consentita la convivenza con i figli in casa famiglia e, nel complesso, risulta ancora sospesa la responsabilità genitoriale della coppia, con conseguente prosecuzione del collocamento dei minori in ambiente protetto.
La misura si inserisce in un quadro di intervento volto alla tutela dei bambini e alla verifica delle condizioni familiari.
Il provvedimento iniziale prevedeva anche un possibile trasferimento dei minori in un’altra struttura analoga, ma tale disposizione è stata successivamente sospesa con un aggiornamento ufficiale reso noto il 1° aprile. A incidere sulla decisione è stata anche la comunicazione della stessa casa famiglia di Vasto, che ha dichiarato “la propria disponibilità a proseguire l’accoglienza dei minori”, specificando che si tratta di una soluzione “in via temporanea”.
La situazione resta quindi in evoluzione, in attesa di ulteriori determinazioni da parte dell’autorità giudiziaria competente.
Famiglia nel bosco, la Corte d’Appello dichiara improcedibile il ricorso dei genitori
Come riportato da SkyTg24, nel ricorso presentato il 18 marzo dalla coppia, i legali hanno contestato il provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila del 6 marzo, sostenendo che l’atto presenterebbe una forma di “unilateralità” nella valutazione complessiva della situazione familiare. Secondo la difesa, infatti, l’ordinanza non avrebbe preso in considerazione in maniera completa le diverse valutazioni tecniche disponibili, fondandosi in modo prevalente sulle relazioni dei servizi sociali e non attribuendo adeguato peso al contributo della Asl, che aveva invece richiamato l’importanza della “garanzia di continuità dei legami familiari”.
La vicenda riguarda i tre minori della cosiddetta “famiglia nel bosco”, già collocati dal 20 novembre 2025 in una casa famiglia di Vasto. Il reclamo, presentato dagli avvocati Femminella e Solinas, mirava a ottenere una revisione delle misure adottate e il ricongiungimento del nucleo familiare. Tuttavia, la Corte d’appello dell’Aquila ha dichiarato improcedibile l’impugnazione, confermando di fatto la tenuta del provvedimento originario e lasciando invariata la situazione giuridica in attesa di ulteriori eventuali sviluppi.