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Famiglia nel bosco, il legale Simone Pillon difende i genitori: "Nessuno è ingestibile"

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Simone Pillon assume la difesa della famiglia nel bosco e interviene sulle ricostruzioni circolate dopo il cambio di legali.

Si riaccende l’attenzione sul caso della “famiglia del bosco”: il nuovo legale Simone Pillon interviene per fare chiarezza sul cambio di avvocati e sulla delicata vicenda che vede i coniugi Trevallion-Birmingham impegnati nel tentativo di riabbracciare i tre figli allontanati da loro.

Famiglia nel bosco: la vicenda dei figli e le decisioni del Tribunale

La coppia anglo-australiana residente a Palmoli, in provincia di Chieti, sta portando avanti una battaglia giudiziaria per ottenere il ricongiungimento con i tre figli minori: due gemelli di sei anni e una bambina di otto. I bambini sono stati allontanati dal nucleo familiare con un provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’L’Aquila il 20 novembre scorso e successivamente collocati in una casa-famiglia a Vasto.

L’ordinanza ha inoltre disposto la sospensione della responsabilità genitoriale dei due genitori.

Nel frattempo, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa contro il provvedimento del 6 marzo relativo all’allontanamento di Catherine Birmingham dalla struttura di Vasto dove si trovano i figli. La decisione è arrivata dopo che la Corte d’Appello ha definito “improcedibile” l’istanza avanzata ai giudici aquilani.

In questo contesto, Simone Pillon ha confermato di essere già impegnato nello studio delle carte processuali per valutare le prossime iniziative da intraprendere a tutela della famiglia Trevallion-Birmingham.

Famiglia nel bosco, il legale Simone Pillon: “Catherine e Nathan persone perbene”

L’avvocato Simone Pillon, che dal 12 maggio rappresenta Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, ha chiarito alcuni aspetti emersi dopo il cambio di difesa della cosiddetta “famiglia del bosco”. Il legale avrebbe spiegato all’Ansa che sta esaminando attentamente la documentazione, sottolineando che gli atti “sono complessi e meritano adeguato approfondimento”. Avrebbe inoltre precisato che la conclusione del rapporto con i precedenti avvocati non sarebbe stata causata da contrasti interni, ma dalla richiesta avanzata dai coniugi di ampliare il collegio difensivo. Come dichiarato dallo stesso Pillon, il mandato è stato restituito “non già per diversità di vedute”, bensì dopo la volontà della coppia di coinvolgere ulteriori professionisti nella strategia legale.

L’ex senatore della Lega avrebbe anche voluto smentire le ricostruzioni diffuse nei giorni precedenti, ribadendo che “nessuno è ingestibile”. Secondo il nuovo difensore, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion sarebbero “persone perbene e di gran cuore”, profondamente preoccupate per il futuro dei figli e animate dalle stesse paure che proverebbe qualsiasi genitore in una situazione simile. Le dichiarazioni sarebbero state rilasciate sia a LaPresse sia all’Ansa, nel tentativo di riportare chiarezza sulla vicenda e sul ruolo della nuova difesa.