Papa Leone XIV archivia le misure di austerità introdotte in Vaticano durante la pandemia, revocando i tagli agli stipendi di cardinali e vertici della Santa Sede e il blocco degli scatti di anzianità deciso da Francesco nel 2021.
La norma cancellata dal 1° settembre, ma restano validi gli effetti già prodotti
Con la fase più critica legata al Covid ormai alle spalle, Papa Leone XIV cambia la politica salariale della Santa Sede e mette fine alle misure di austerità adottate nel 2021 da Papa Francesco. Con un nuovo Motu proprio, il Pontefice ha infatti abrogato Un futuro sostenibile, il provvedimento che, nel pieno dell’emergenza sanitaria ed economica, aveva imposto riduzioni alle retribuzioni dei vertici vaticani e congelato gli scatti biennali di anzianità.
All’epoca la pandemia aveva aggravato una situazione finanziaria già complessa, incidendo pesantemente sulle entrate della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano.
Tra le conseguenze più rilevanti c’era stato il lungo stop dei Musei Vaticani, una delle principali fonti di ricavo: il drastico calo dei visitatori aveva inevitabilmente ridotto anche gli incassi derivanti dai biglietti.
La stretta voluta da Francesco aveva quindi l’obiettivo di limitare le spese e, allo stesso tempo, evitare interventi ancora più pesanti, come eventuali licenziamenti, con particolare attenzione ai dipendenti laici e alle famiglie. Le riduzioni non erano uguali per tutti: i cardinali di Curia avevano subito un taglio del 10%, mentre per i dipendenti della Santa Sede, del Governatorato e degli enti collegati inseriti nei livelli C e C1 – tra cui capi e segretari dei Dicasteri – la decurtazione era dell’8%.
Per i dipendenti chierici o religiosi era invece prevista una riduzione generalizzata del 3%. A queste misure si aggiungeva il congelamento degli aumenti biennali: la sospensione riguardava il personale in servizio e, per i laici, si applicava dal quarto livello in su, lasciando quindi fuori le fasce retributive più basse. Una linea di rigore coerente con l’impostazione di Francesco, che aveva più volte richiamato la necessità di gestire con prudenza le risorse vaticane.
Papa Leone XIV cambia rotta sugli stipendi: cancellati i tagli ai cardinali
Nel documento pubblicato il 14 settembre, Leone XIV riconosce il carattere eccezionale delle misure adottate dal predecessore, spiegando che quelle “misure di contenimento salariale” “furono necessarie anche per far fronte all’eccezionale sfida della pandemia”. Una prima modifica era già arrivata nel 2025, quando l’articolo 3 del Motu proprio era stato eliminato attraverso il Rescriptum ex Audientia del 16 giugno. Ora il Pontefice ritiene che sia possibile archiviare definitivamente quella fase: “Ora possono essere superate, nella certezza che le Istituzioni della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano proseguiranno, con strumenti diversi, nell’impegno di garantire la sostenibilità economica”.
Dopo aver acquisito il parere della Segreteria per l’Economia e, come si legge nel testo, “dopo avere esaminato con cura ogni cosa”, Leone XIV ha quindi disposto l’abrogazione completa di Un futuro sostenibile con effetto dal 1° settembre 2026. La cancellazione della norma, però, non è retroattiva: restano definitivamente validi tutti gli effetti prodotti negli anni in cui il provvedimento è rimasto in vigore. Il documento precisa infatti che vengono fatti salvi “gli effetti prodotti nel periodo della sua vigenza, ivi compresi gli effetti prodotti dalla sospensione della maturazione degli scatti biennali di anzianità di cui all’art. 5, che rimane definitivamente acquisita”.
Questo significa che il periodo in cui gli scatti sono rimasti congelati non verrà recuperato. La decisione segna così un nuovo passaggio nella gestione economica del Vaticano: si chiude la stagione delle misure straordinarie legate alla pandemia, ma resta l’impegno a mantenere sostenibili i conti della Santa Sede attraverso strumenti differenti.
