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Paralimpiadi: russi e bielorussi si allenano a Cortina nonostante il divieto

Corpo di un medico ritrovato durante un'escursione

Dopo quattro anni di esclusioni e partecipazioni neutre, la scelta dell'International Paralympic Committee di permettere a Russia e Bielorussia di gareggiare con simboli nazionali riporta gli atleti sulle nevi vicino a Cortina e scatena tensioni politiche e diplomazia sportiva

Riapertura a Russia e Bielorussia alle Paralimpiadi

La decisione di riaprire le porte alle delegazioni di Russia e Bielorussia per le Paralimpiadi Milano-Cortina ha effetti immediati sul territorio e sul dibattito pubblico. Alcuni atleti stanno già allenandosi sulle piste intorno a Cortina. Sul piano politico, la misura ha provocato polemiche tra governi e organizzatori.

Dal punto di vista del paziente e dello sport, la partecipazione degli atleti paralimpici resta centrale.

Il International Paralympic Committee ha autorizzato l’esibizione di bandiere e inni nazionali per i rappresentanti di Mosca e Minsk, decisione che ha ricevuto reazioni contrastanti. Permangono questioni pratiche non risolte, come i visti d’ingresso per concorrenti e staff. Gli osservatori sottolineano inoltre il dilemma etico sulla credibilità morale della rassegna, in un contesto segnato dal conflitto iniziato nel 2026.

I protagonisti e il ritorno sulle piste

Le autorità russe hanno indicato il ritorno di atleti pluripremiati nello sci alpino, nello snowboard e nel fondo. Si tratta di interpreti di alto livello il cui rientro modifica il quadro competitivo della manifestazione. Il reinserimento solleva inoltre questioni etiche sulla credibilità morale dell’evento, in continuità con i dubbi evidenziati dagli osservatori sul contesto del conflitto iniziato nel 2026.

Tra i nomi segnalati figurano Alexey Bugaev e Varvara Voronchikhin nello sci alpino, oltre ai fondisti Ivan Golubkov e Anastasia Bagiyan. Dal 15 febbraio alcuni di questi atleti si allenano nelle vicinanze di Cortina. Gli allenamenti sulle piste locali servono a perfezionare la preparazione in vista dei Giochi e hanno impatti organizzativi sul territorio ospitante.

Allenamenti e preparazione

Gli allenamenti sulle piste locali servono a perfezionare la preparazione in vista dei Giochi e hanno impatti organizzativi sul territorio ospitante. Le squadre hanno intensificato le sessioni nei centri federali per consolidare la condizione fisica e tecnica.

La presenza sul territorio è stata interpretata da molti come un segnale tangibile del ritorno, nonostante il dibattito politico. I programmi di allenamento sono stati organizzati in forma riservata e, per alcuni atleti, la competizione prevista il 6 marzo rappresenta l’occasione per tornare a gareggiare indossando i simboli nazionali sulle divise. Questa scelta segna la fine di un periodo caratterizzato da esclusioni o da partecipazioni sotto vessilli neutri.

Dal punto di vista degli addetti ai lavori, la ripresa delle gare con identità nazionale modifica logistiche e protocolli di sicurezza. I team tecnici segnalano particolare attenzione alla preparazione fisica, al calendario competitivo e al recupero atletico, aspetti ritenuti decisivi per le performance.

La reazione italiana e le implicazioni politiche

Il governo italiano ha espresso contrarietà alla decisione dell’Ipc. Il capo dell’esecutivo e i ministri coinvolti hanno definito la scelta grave per il profilo politico del Paese.

Il ministro dello Sport ha richiamato il concetto di tregua olimpica, intendendo con esso l’astensione dalle ostilità e dai gesti provocatori durante le manifestazioni sportive internazionali. Il titolare della Farnesina ha denunciato la mancata consultazione con le autorità nazionali e ha sottolineato il danno diplomatico.

Le istituzioni italiane devono ora conciliare gli impegni organizzativi con le prese di posizione assunte fin dall’inizio del conflitto. Sul piano pratico, la tensione politica rischia di incidere su decisioni amministrative e logistiche legate ai Giochi.

Partiti e gruppi parlamentari hanno assunto posizioni divergenti, facendo presumere che il tema verrà discusso nelle sedi politiche e nelle commissioni competenti. I prossimi passaggi istituzionali saranno determinanti per definire eventuali iniziative ufficiali.

Il nodo dei visti e dell’organizzazione

Dal punto di vista istituzionale, i prossimi passaggi determineranno la sostenibilità logistica dell’evento. Oltre alle tensioni politiche, permane un problema pratico: la concessione dei visti per atleti e accompagnatori. Il ministero degli Esteri è coinvolto nelle valutazioni sulle procedure e sui controlli, bilanciando norme internazionali e pressioni pubbliche. La mancata risoluzione dei permessi di ingresso potrebbe ritardare l’arrivo delle delegazioni e mettere alla prova la capacità organizzativa dell’evento.

Reazioni internazionali e clima delle gare

La decisione dell’IPC ha generato reazioni istituzionali, tra cui posizioni critiche dall’Ucraina e argomentazioni difensive provenienti dal Cremlino. La delegazione ucraina valuta la possibilità di disertare la cerimonia inaugurale come forma di protesta amministrativa. Dal lato russo, i portavoce sostengono che lo sport non debba essere utilizzato come strumento di sanzioni politiche. Questa polarizzazione rischia di compromettere il clima di inclusione e solidarietà che caratterizza le Paralimpiadi e può incidere sull’atmosfera competitiva e sulla partecipazione complessiva.

Un episodio recente nello scialpinismo mostra come la percezione del pubblico possa differire dalle tensioni politiche. Un atleta russo ha gareggiato come «neutrale» e ha ricevuto applausi anziché fischi sulle piste. I commenti ufficiali, tuttavia, sono rimasti severi e il confronto verbale tra rappresentanti diplomatici e dirigenti sportivi continua, estendendosi oltre gli impianti agonistici. Questo sviluppo influisce sul clima di inclusione e solidarietà che caratterizza le Paralimpiadi e può incidere sull’atmosfera competitiva e sulla partecipazione complessiva.

Organizzazione, autonomia dell’IPC e ruolo degli attori locali

L’arrivo del presidente dell’IPC a Milano per le presentazioni ufficiali conferma l’autonomia decisionale del Comitato paralimpico internazionale. Il presidente della Fondazione Milano-Cortina ha ricordato la necessità di rispettare l’Host City Contract e gli impegni verso enti locali e organismi internazionali. Sul tavolo resta il confronto tra principi etici e obblighi organizzativi, con implicazioni operative per logistica e sicurezza. Gli attori locali esercitano pressioni per tutelare gli interessi del territorio e garantire la regolarità delle competizioni.

Gli attori locali esercitano pressioni per tutelare gli interessi del territorio e garantire la regolarità delle competizioni. Le Paralimpiadi nascono con l’intento di celebrare inclusione e resilienza, ma le scelte regolamentari che riguardano la partecipazione possono riaprire divisioni già evidenti nelle scorse settimane.

La presenza di atleti russi e bielorussi a Cortina anticipa una rassegna che avrà questioni irrisolte sul piano diplomatico e organizzativo. Dal punto di vista del pubblico e degli atleti, le decisioni sull’applicazione della neutralità e sulle misure di sicurezza saranno osservate con attenzione. I dati real-world e le reazioni istituzionali determineranno eventuali aggiustamenti logistici e normativi, con possibili ripercussioni sul calendario delle gare e sulla percezione internazionale dell’evento.